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CARNE DI CANE, LEIDAA SOSTIENE LA PETIZIONE DELLA WORLD DOG ALLIANCE

Di seguito riportiamo il testo della petizione che la World Dog Alliance ha creato nell’apposita sezione del sito della Casa Bianca. La Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente è ben lieta di sostenere con decisione questo e altri sforzi della Wda volti a bandire il consumo di carne di cane in tutto il mondo e invita a firmare la petizione al seguente link.

Il 18 aprile scorso il deputato Jeff Denham (R, California) ha introdotto una legislazione per bandire il consumo di carne di cane e gatto. L’emendamento alla legge di riforma dell’agricoltura (Farm Bill), sostenuto da altri 239 deputati, è stato approvato dalla Commissione Agricoltura e sarà votato dalla Camera dei Rappresentanti e dal Senato il prossimo settembre.

La World Dog Alliance ha per lungo tempo dovuto affrontare le critiche di chi sosteneva: “Se gli Stati Uniti non hanno un bando sulla carne di cane e gatto, perché dovremmo averlo noi (in Asia)?”. L’approvazione dell’emendamento di Denham avrà un profondo impatto, togliendo ogni alibi ai detrattori della riforma.

La brutalità del consumo di carne di cane va oltre i limiti dell’immaginazione. Più di 30 milioni di cani vengono massacrati e uccisi ogni anno; nel 70% dei casi si tratta di animali domestici rubati. Furto, vendita, trasporto, macellazione e consumo fanno parte di un solo crudele mercato nero. Per questo chiediamo alle persone di firmare in massa questa petizione, per salvare i cani.


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ON. BRAMBILLA: “BENE LA LEGGE DI TAIWAN CONTRO IL CONSUMO DI CARNE DI CANE”

“La legge approvata ieri a Taiwan contro il consumo e la vendita di carne di cane e di gatto è la prima del suo genere in Asia, uno straordinario passo avanti rispetto alla crudele tradizione diffusa in molti Paesi dell’Estremo Oriente. Il risultato ottenuto a Taiwan mostra quanto può essere prezioso il lavoro degli attivisti che da anni si battono perché “i migliori amici dell’uomo” non finiscano sul piatto, come ancora avviene in Corea, in Cina e in Vietnam”. Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e portavoce in Italia della World Dog Alliance, una delle più importanti associazioni no-profit impegnate nella lotta contro il mercato della carne di cane.

“Da parte nostra – assicura l’ex ministro – continueremo nell’azione già intrapresa lo scorso anno: far pressione sul governo italiano e sulle autorità europee perché a loro volta persuadano i Paesi dov’è ancora diffusa l’usanza di mangiare carne di cane, a contrastare questo turpe mercato con divieti e sanzioni severe. La vittoria a Taiwan, per la quale ringraziamo la Wda, è il primo passo verso il definitivo superamento di tradizioni sempre più indebolite, nelle culture dell’Est asiatico, dai mutamenti sociali”.


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CARNE DI CANE, ON. BRAMBILLA: “DAL DITTATORE DELLA COREA DEL NORD TRAGEDIE PER UOMINI E ANIMALI, L’OCCIDENTE REAGISCA”

“Il dittatore nordcoreano Kim Jong Un prima affama il suo popolo e poi lo invita a mangiarsi carne di cane. Da tanto, immenso disprezzo per tutto e tutti traggono alimento due tragedie: quella di milioni di coreani ridotti in completa schiavitù e quella di milioni di cani che, in ossequio alla campagna governativa, saranno sistematicamente braccati, catturati e macellati. Gli spot addirittura suggeriscono di ucciderli a bastonate e di conservarne la pelle. La Corea del Nord è un paese chiuso, perciò non avremo neppure la possibilità di sapere quanti animali perderanno la vita per l’ennesimo, folle espediente di uno dei despoti più crudeli e imprevedibili del pianeta. Che cosa aspettano i governi del mondo libero a far sentire, anche su questo, la loro voce? L’Occidente reagisca”. Lo ha dichiarato l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, commentando la notizia. pubblicata da varie testate internazionali, della campagna di  Kim per indurre i nordcoreani a mangiare più carne di cane, in quanto “cibo supernutriente”.

L’on. Brambilla, rappresentante per l’Italia della World dog alliance, è da sempre impegnata contro il commercio e il consumo della carne canina, ancora diffusi in alcuni Paesi dell’Estremo Oriente: specialmente le Coree, il Vietnam e la Cina. Per ben due volte, di recente, in occasione del “festival della carne di cane”, che si tiene il 21 giugno a Yulin (Repubblica popolare cinese) e dell’avvio dei “bok nal” coreani (I “giorni del cane” di mezza estate, in cui è d’uso consumare la carne degli sfortunati quattrozampe), nell’aula della Camera l’on. Brambilla ha chiesto al Ministro degli Esteri e all’alto rappresentante Ue per la politica estera di sollecitare i governi asiatici interessati perché si impegnino a porre fine all’uccisione di cani e gatti a scopo alimentare, per ottenere pellicce o altri sottoprodotti, e alla commercializzazione della carne o degli altri derivati da questa attività: una battaglia condivisa a livello internazionale da decine e decine di associazioni e da milioni di internauti. “Impossibile restare indifferenti di fronte ad una barbarie neppure commentabile”, ha sottolineato l’ex ministro. “E il fatto che avvenga in Paesi tanto lontani non ci autorizza a volgere lo sguardo altrove”.

Secondo la Wda,  30 milioni di cani sono uccisi e mangiati ogni anno in Asia, il 70 per cento dei quali sono animali domestici sottratti alle famiglie. Torturare il cane prima della “lavorazione” è un metodo tradizionale consigliato per preservare le presunte proprietà “energetiche” della carne.


Michela Vittoria Brambilla

ON. BRAMBILLA PRESENTA VIDEO SUI BOK NAL COREANI E INIZIATIVE DI CONTRASTO

Il menù con i prezzi (pochi euro per la zuppa e l’insalata di carne), l’interno della cucina-macello di un ristorante, la squallida realtà di un allevamento in campagna, dove le galline razzolano libere e i cani vegetano in gabbia: tre istantanee dal video “Corea del Sud, l’orrore è servito”, che la World Dog Alliance ha girato sul consumo di carne di cane in Corea del Sud e che l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e portavoce per l’Italia della asiatica WDA (World Dog Alliance) ha presentato questa mattina, insieme con alcune iniziative di protesta.

Nei giorni scorsi, infatti, sono iniziati i “bok nal”, espressione con cui i coreani designano le giornate più calde dell’estate secondo il calendario lunare: quest’anno il primo giorno è caduto il 17 luglio, l’ultimo cadrà il 16 agosto. In tale periodo è usanza, diffusa specialmente tra gli anziani, consumare il “boshintang”, la zuppa di carne di cane che si ritiene rinfreschi e rinvigorisca il corpo. L’ossequio alla tradizione costa la vita ad almeno un milione di cani l’anno (due, secondo altre stime), allevati in gabbie minuscole oppure catturati per strada, trasportati dai villaggi in condizioni spaventose, spesso torturati (alcuni pensano che la carne così diventi più tenera), uccisi a colpi di mazza o con scariche elettriche. Il tutto avviene in un Paese dove il 60 per cento della popolazione, soprattutto le persone di mezza età, ancora mangiano carne di cane, consumando complessivamente circa 5 milioni di animali l’anno.

Un orrore sul quale l’on. Michela Vittoria Brambilla vuole richiamare l’attenzione di tutti coloro che hanno a cuore il rispetto per la vita e per i diritti degli animali. Per chi volesse sostenere questa battaglia di civiltà è aperta la raccolta di firme sul sito www.nelcuore.org per chiedere al Governo Italiano, al Ministro degli Esteri e all’alto rappresentante Ue per la politica estera di sollecitare i governi di Cambogia, Cina, Laos, Corea del Sud, Thailandia e Vietnam perché si impegnino a porre fine all’uccisione di cani e gatti a scopo alimentare, per ottenere pellicce o altri sottoprodotti, e alla commercializzazione della carne o degli altri derivati da questa attività.

In aggiunta alla mobilitazione web, l’on. Michela Vittoria Brambilla si è fatta promotrice di un’interrogazione parlamentare che ipotizza il boicottaggio delle prossime Olimpiadi invernali, e chiede la fine dei Bok Nal, un’usanza tanto crudele e diffusa da far impallidire anche il festival cinese di Yulin.

La nuova interrogazione, rivolta dall’on. Brambilla al ministro degli Affari esteri, segue quella su Yulin, svolta alla Camera l’8 giugno scorso, e precede la mozione sul tema del commercio e del consumo della carne di cane in Asia che il gruppo di Forza Italia intende calendarizzare a settembre. “Il governo italiano e i partner europei – chiede l’on. Brambilla al governo – invitino le autorità della Corea del Sud a mettere fuori legge il consumo e il commercio di carne di cane e valutino l’opportunità, in caso di risposte insoddisfacenti o evasive, di boicottare le Olimpiadi invernali del 2018, assegnate alla provincia coreana di Pyeongcheang. Non possiamo – sottolinea – restare indifferenti di fronte a tanta barbarie. Il fatto che avvenga in un Paese lontano non ci autorizza a volgere lo sguardo altrove. Sappiamo che l’usanza di mangiar carne di cane, considerata con disgusto in Occidente, è fonte di imbarazzo per le autorità coreane, che nel 1988, quando i giochi olimpici estivi si svolsero a Seul, fecero il possibile per nascondere agli ospiti stranieri qualsiasi traccia del crudele business. Non molto è cambiato da allora. Il Comitato internazionale olimpico, senza approfondire una questione sollevata da associazioni protezionistiche di tutto il pianeta, ha affidato alla Corea del Sud il compito di organizzare le Olimpiadi invernali del 2018. Da qui dobbiamo ripartire per chiedere innanzitutto al nostro governo, ma anche all’Unione europea e al Cio di esortare il governo coreano a mettere al bando il consumo e il commercio di carne di cane. Rispondendo alla mia interrogazione su Yulin – ricorda la parlamentare di FI – il governo si è perduto in vaghe promesse senza assumere alcun impegno specifico. Nulla di strano per un esecutivo che ha più volte dimostrato di essere insensibile ai diritti degli animali. Noi però non ci scoraggiamo e torniamo alla carica. Con l’interrogazione sui bok nal e con la mozione che consentirà a tutti i parlamentari, indipendentemente dallo schieramento, di sostenere questa battaglia. L’appuntamento olimpico, che richiama l’attenzione di tutto il mondo, è un’occasione da non perdere per far sentire, anche con forme clamorose di protesta, la nostra voce e soprattutto quella di milioni di animali che non possono parlare”.