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LEIDAA SASSARI PARTECIPA AL CONVEGNO “SPECIE DIVERSE – STESSE TUTELE” ALLA CAMERA

Considerare i reati commessi in rete a danno degli esseri viventi non umani alla stessa stregua dei delitti compiuti contro i minori, ma anche bloccare la compravendita animali sul web. Questa la richiesta avanzata dalle associazioni Animalisti Italiani, Enpa, Lav, Leidaa, Lipu, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Oipa, ai gestori di siti internet e social media nel corso del convegno intitolato “Specie diverse – Stesse tutele”, svoltosi oggi alla Camera dei Deputati. A partecipare in rappresentanza della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente Alessandra Gradi, del direttivo della sezione di Sassari e futura vice presidente della Regione Sardegna del Movimento Animalista.
Ad aprire i lavori è stata la presidente Laura Boldrini che si è soffermata sul fenomeno dell’hate speech. «In un momento in cui chi odia, chi deride, chi la spara più grossa diventa un eroe, gode di grande popolarità, io penso – ha detto Boldrini – che bisogna allearsi per contrastare questo fenomeno; serve un’alleanza contro l’odio per non stare lì a guardare che tutto avviene, nella passività più totale».
Le associazioni, prendendo le mosse proprio dalle parole della presidente della Camera, hanno sottolineato come la Rete sia finita per diventare un luogo in cui si incentivano e si alimentano fenomeni criminosi contro gli animali. Che si tratti di frodi, di traffici illeciti, di maltrattamenti o anche di incitazione all’odio, per i reati commessi sul o attraverso il web non ci sono ancora contromisure efficaci e cogenti. Questo si spiega non soltanto con le debolezze del sistema normativo, ma, soprattutto, con un problema di percezione da parte di chi gestisce o amministra piattaforme social e siti web. In altri termini c’è, da parte di gestori e amministratori, una errata valutazione circa le reali implicazioni e le conseguenze di tali illeciti, e, pertanto, una certa resistenza a contrastarli con sanzioni realmente efficaci, quali chiusura delle pagine “incriminate”, eliminazione dei post, cancellazione di video e/o di filmati che documentano sevizie o maltrattamenti.