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VENETO, SABATO LA MARCIA CONTRO LA CACCIA NELLE ZONE DEL MALTEMPO

Una marcia di quattro chilometri attraverso la foresta della Marcesina (Vicenza), uno dei luoghi simbolo – al confine tra Veneto e Trentino Alto Adige – della devastazione causata dall’uragano di fine ottobre. La organizzano, sabato 1 dicembre, le associazioni ambientaliste e animaliste Cpv, Ecoistituto Veneto, Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Leidaa, Lipu, Lndc, Mountain Wilderness, Oipa, Wwf. Promossa un mese dopo quei tragici eventi che hanno causato lo sradicamento di 15 milioni di alberi e la morte di un numero incalcolabile di animali selvatici, con una grave crisi per quelli sopravvissuti, la manifestazione nazionale delle associazioni chiede alla Regione Veneto di fermare la caccia nelle province colpite dall’uragano e di bloccare il progetto di legge che apre ai ‘Suv’ i sentieri di montagna. “Una vera ‘strenna natalizia’, questa, per i cacciatori; una pericolosissima minaccia per gli ecosistemi di una delle regioni più belle e più fragili del Paese”, si legge in un comunicato a firma dell’Enpa.

Alle istituzioni regionali e nazionali le associazioni chiedono anche di “realizzare interventi e azioni concrete nella lotta ai cambiamenti climatici, le cui conseguenze – in Veneto ma non solo – sono sotto gli occhi di tutti. Con vittime, con danni inestimabili per il nostro patrimonio di biodiversità e con costi sociali elevatissimi”. La marcia delle associazioni ambientaliste e animaliste si tiene sabato 1 dicembre nella piana della Marcesina (al confine tra Veneto e Trentino Alto Adige) con ritrovo alle 12 al parcheggio del Centro Fondo Enego di Valmaron, in provincia di Vicenza.

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MASSACRO DI SPINEA, DELEGATO DELLA LEIDAA PORTA SOLIDARIETÀ

NUOVO RAID CRIMINALE LA SCORSA NOTTE

Il delegato della Leidaa di Treviso, Christian Badin, andrà a fare sopralluogo all’oasi di Spinea per portare la propria solidarietà alla onlus “Sos Natura” vittima, lo scorso sabato, di un violento attacco in cui alcune persone hanno ucciso a calci, colpi di oggetti contundenti e lame un centinaio di animali. Un vero e proprio raid organizzato che si è incredibilmente ripetuto la scorsa notte quando le stesse persone (o almeno si presume) sono tornate per completare la loro opera criminale. Intanto Enrico Piva, il gestore dell’Oasi, ha deciso di rivolgersi direttamente al popolo di Facebook per chiedere aiuto: “Venite qui, vi aspetto”. In un video caricato sulla sua pagina, Piva sbotta: “Questa è mafia”, mostrando le immagini dei porcellini d’india e degli altri animali senza vita. Tutti animali che accudiva con amore, Le piste investigative non escludono nulla e sarebbero stati trovati segni di morsi su alcuni dei corpicini. I killer avrebbero avuto un animale per farsi aiutare nel “lavoro”.