Esselunga2

UN GRAZIE A ESSELUNGA E A CHI HA DONATO E RACCOLTO CIBO PER GLI ANIMALI IN DIFFICOLTÀ

Lo scorso sabato moltissimi volontari della nostra Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente non hanno fatto mancare il proprio impegno per una grande azione di solidarietà in favore dei quattrozampe: in moltissimi supermercati sono stati infatti i protagonisti della raccolta pappe organizzata dalla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, promossa e fondata dall’on. Michela Vittoria Brambilla. Oltre a tutti loro e alla catena Esselunga – che ha dimostrato un grande senso di responsabilità sociale – intendiamo ringraziare i moltissimi italiani che, nonostante la crisi economica, hanno deciso di aiutare i quattrozampe ospitati nei canili e rifugi del nostro paese che godranno di pasti sani e nutrienti per molto tempo.


campagna vip 5x1000

5X1000: AL VIA LA CAMPAGNA “VIP” PER SOSTENERE LA LEGA ITALIANA DIFESA ANIMALI E AMBIENTE

Il comico Enzo Salvi, la modella e conduttrice Elisabetta Gregoraci, la modella e conduttrice Benedetta Mazza, il conduttore e attore Savino Zaba, la conduttrice e giornalista Monica Marangoni, la conduttrice Carolina Rey e il giornalista Pierluigi Diaco: sono questi alcuni dei volti della campagna della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente per il 5×1000. In una serie di brevi video diffusi sulle pagine social e pubblicati sul canale YouTube dell’associazione (link: https://www.youtube.com/channel/UCr1gDV1X-PplzL6I5acJywA) i vip raccontano come i volontari LEIDAA non abbiano smesso un solo attimo, durante l’emergenza coronavirus, di garantire il proprio impegno per assistere i quattrozampe delle famiglie in difficoltà e dare un tetto a coloro che avevano perso i proprietari a causa del virus. Ancora oggi, molti di loro ospitano nelle proprie case animali che curano e accudiscono con amore, impegnandosi sul proprio territorio per combattere randagismo e maltrattamenti. “L’endorsement pubblico di così tante persone di talento e di grande successo nei loro ambiti professionali mi lusinga e rende onore al merito dei nostri volontari”, commenta la presidente di LEIDAA, on. Michela Vittoria Brambilla. Donare il 5×1000 non costa nulla (le scelte non espresse vanno comunque all’erario) ma può contribuire a salvare moltissimi animali in difficoltà.  Trova il riquadro “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale”, metti la tua firma e inserisci il codice fiscale della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente onlus: 02692940139.


Cloe2

GRAZIE A LEIDAA, CLOE HA TROVATO UNA FAMIGLIA CON CUI VIVRÀ FELICE PER SEMPRE

Anche in questa fase in cui l’emergenza sanitaria sembra passata, la nostra Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente continua a battersi contro il randagismo e per dare una casa a tutti i quattrozampe. Sono ancora tantissimi i cani e i gatti che vivono una vita fatta di mille pericoli sulle nostre strade o nelle campagne: avrebbe potuto essere questo il destino di Cloe e dei suoi fratellini, salvati dai volontari di Leidaa sezione Carlentini dopo la morte della loro mamma. Non c’è niente di più bello che vederli partire verso le loro nuove vite: non è meravigliosa Cloe, pronta per il viaggio che la porterà dalla sua nuova famiglia?


Quincy Covid315

 LEIDAA PER EMERGENZA COVID-19: ANCHE PER QUINCY È ARRIVATO IL MOMENTO DI TORNARE A CASA, A CORBETTA

E’ sempre un momento di grande gioia, per tutti, quello in cui i volontari della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, possono riconsegnare alle famiglie i quattrozampe di cui si sono occupati con amore durante il lockdown. Nei giorni scorsi è stato il turno di Quincy, rimasta per due mesi lontana dalla sua casa di Corbetta (MI) affidata ai volontari di LEIDAA.

Era malata di dermatite e i suoi proprietari, che a causa del Covid-19 avevano perso il lavoro, non erano in grado di occuparsene come sarebbe stato necessario. Ad aiutarli, nell’ambito dell’iniziativa “LEIDAA per emergenza Covid-19”,  sono intervenuti tempestivamente gli “angeli” dell’associazione e dopo 60 giorni di cure, non solo veterinarie, finalmente Quincy è tornata a vivere con  i propri amici umani, loro commossi, e lei al culmine della contentezza. Come mostra il video su youtube https://www.youtube.com/watch? v=1PRhKQSyVh4. “Non è meravigliosa – commenta l’on. Brambilla – la gioia di questo ritrovarsi? L’hanno resa possibile il lavoro quotidiano dei tanti volontari che dedicano agli animali il loro tempo e il sostegno dei donatori e di chi sceglie di destinare alla LEIDAA il proprio cinque per mille. Siamo molto felici – conclude – di aver aiutato una famiglia di Corbetta”.

“Voglio ringraziare con tutto il cuore la LEIDAA – ha detto la proprietaria della cagnolona– per essersi presa cura di Quincy, che i volontari hanno trattato come se fosse il loro cane. Grazie a tutti davvero, grazie all’on. Brambilla. Sono felicissima perché Quincy ora è guarita e sta benissimo”.

Anche nella “fase due” resta attivo il numero unico 02.94351244 del servizio “LEIDAA per emergenza Covid-19” (da chiamare solo dopo aver letto attentamente le risposte alle “domande frequenti” sul sito www.leidaa.info e sui social collegati). Dal 21 marzo a oggi sono state oltre 13 mila le telefonate gestite.

“I nostri volontari – ricorda l’on. Brambilla – accompagnano a passeggio cani di persone che si trovano in quarantena, accudiscono in casa gli animali di chi è ricoverato e li portano dal veterinario, quando ce n’è bisogno, oppure, nei casi più gravi, li prendono direttamente in carico. Così come continuiamo a soccorrere coloro che chiedono aiuto, sotto forma di cibo o di farmaci per gli animali, specchio del forte “disagio sociale” creato dalla pandemia”.

 


Leidaa emergenza Covid orizzontale

LEIDAA PER EMERGENZA COVID-19: ECCO I VOLONTARI CHE POSSONO AIUTARVI

Come saprete in queste settimane la nostra Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente sta gestendo, ogni giorno, centinaia di richieste d’aiuto da tutta Italia per l’emergenza coronavirus. Per soddisfare tutti al meglio, oltre al numero nazionale, abbiamo schierato una lista di volontari sul territorio che, in caso di bisogno, potete chiamare per ricevere assistenza. Avete bisogno di assistenza coi vostri quattrozampe? Contattate il numero a voi più vicino e, solo nel caso in cui non sia presente nessun volontario nelle vicinanze, potete chiamare il numero nazionale 02-94351244.

 

Lombardia:

Manuela Gigante: 348/7048686

Milano e provincia. Roberto Cavallo: 347/0064885

Bergamo. Bruno Boffelli: 338/6172629

Cremona. Roberto Marchini: 348/7468754

Como. Grazia Ribaudo: 371/1216452

Lodi. Emanuele Arensi: 340/8189329

Mantova. Elena Pizzoli: 324/8976381

Monza e Brianza. Barbara Zizza: 339/8490127

Pavia. Carmen Pelaez: 348/3743735

Sondrio. Katya Grandi:  366/5014048

Varese. Guglielmina Aletti: 338/7754461

 

Piemonte:

Roberto Brognano: 339/2922297

Gabriele Merlo: 350/1685536

Asti. Barbara Ansaldi: 347/6725886

Torino. Anna Perruchon: 339/2625912

Verbania Cusio Ossola. Loredana Brizio: 329/0805101

 

Veneto:

Andrea Marin: 389/1939636

 

Friuli Venezia Giulia:

Alessandra Marchi: 347/5032495

 

Liguria:

Massimiliano Monti: 393/2833529

Golfo Tigullio. Pietro Burzi: 328/9091306

Genova. Roberta Fiorito: 375/5379579

 

Emilia-Romagna:

Giada Baroni: 333/1110047

Silvia Pacher: 338/7034131

Rimini. Giuseppe Arnese: 334/7631606

Faenza (Ravenna). Elisa Zaccaria 328/7599519

 

Toscana:

Vittoria Sonnino: 366/1630968

Arezzo. Sabina Biondi: 339/1311326

Firenze. Elisa Santini: 334/7700157

Lucca. Anna Gemma Mazzola: 333/5421579

Massa. Monia Giatti: 348/5234539

 

Marche:

Franca Liberotti: 346/7723111

Fermo. Barbara Mercanti: 328/0314489

 

Abruzzo:

Guido Mammarella: 347/1738373

Provincia de L’Aquila: Antonella D’Amato 340/5204094; Fabio Lo Foco  349/1222529

Provincia di Chieti: Valeria D’Ingiullo 328/4836473; Paola Giorgiani 370/1083848; Adele Di Tizio 338/5365553

Provincia di Pescara: Guido Mammarella 347/1738373; Norma Di Pentima 392/1023677

Provincia di Teramo: Barbara Risuglia 339/5717835; Sofia Costantini 339/6021523; Luigi Provviserio 329/4147083

 

Umbria:

Sabrina Dimitrio: 333/1019321

 

Lazio:

Daniele D’Annibale: 392/8480853

Roma. Cristina Valeri: 335/6307671

 

Campania:

Marina Colasanto: 393/3014366

Caserta. Giovanni Ferrara: 338/741115

 

Puglia:

Andrea Buccoliero: 328/9562879

 

Calabria:

Gisella Grande: 339/8172602

Cristina Valeri: 335/6307671

 

Sicilia:

Alessandra Pitanza: 351/5244401

 

Sardegna:

Anna Rita Salaris 329/6898276


quaglie_piccoli

ENDTHECAGEAGE, VITA DI UNA QUAGLIA. LEIDAA E ALTRE ASSOCIAZIONI CHIEDONO STOP ALLE GABBIE NEGLI ALLEVAMENTI

Quaglie: la vita in gabbia di un uccello allevato per scopi alimentari

Video investigazione in allevamenti italiani. Associazioni chiedono la fine di tutte le gabbie in UE

Tutta la vita in uno spazio grande meno di uno smartphone di media grandezza. E’ la misera esistenza cui sono condannate le quaglie negli allevamenti intensivi, come mostrano le immagini girate da CIWF Italia in stabilimenti del nostro Paese.Questi piccoli uccelli, allo stato selvatico ancora migratori, vivono fin dalla nascita in gabbie comuni di superficie variabile tra circa 86 a 184 cm quadrati. La loro frustrazione e la loro sofferenza non hanno giustificazione. Animal Aid, Animal Law, CIWF Italia, Enpa, LAV, Legambiente, LEIDAA e Terra Onlus invitano tutti i cittadini italiani a firmare l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) che chiede la fine dell’uso di tutte le gabbie negli allevamenti.

Link alla petizione: https://leidaa.endthecageage.eu/?cage=cages

Guarda il video: https://www.youtube.com/watch?v=raP_1-JHCME

Galleria fotografica

Scarica il report sulle gabbie in UE

Altre immagini disponibili su richiesta

Le quaglie sono piccoli uccelli. In Italia sono allevate a scopo alimentare circa 12 milioni di quaglie, la stragrande maggioranza in gabbia.

Un uccello rinchiuso in gabbia – In natura le quaglie compiono piccoli voli, soprattutto per fuggire quando sono spaventate. Vivono in coppie o piccoli gruppi e trascorrono la maggior parte del tempo razzolando in cerca di cibo e facendo bagni di polvere. Tutti questi comportamenti sono totalmente frustrati nel confinamento estremo delle gabbie. Le immagini della video investigazione lo mostrano chiaramente: le quaglie sbattono ripetutamente il capo ferendosi, hanno ampie zone del corpo senza piume, perché si beccano fra di loro a causa dello stress. Il loro richiamo selvatico rimbomba negli angusti capannoni, i loro colli si allungano disperatamente al di là delle gabbie.

Per far sopravvivere questi animali in condizioni di così grande stress, spesso vengono loro somministrati antibiotici di routine, attraverso l’acqua e il mangime.

Uova e carne – Le quaglie vengono allevate sia per la carne che per le uova che vengono utilizzate anche in ricette gourmet. Questi prodotti sono disponibili anche al supermercato, ma non essendoci nessun obbligo di etichettare indicando il metodo di allevamento, in assenza di specifiche descrizioni, si può assumere che con grande probabilità si tratti di prodotti provenienti da animali allevati in gabbia.

L’ICE “End the Cage Age” – L’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age” chiede la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti nell’UE. E’ sostenuta da oltre 140 associazioni. Lanciata a Bruxelles lo scorso settembre e a Roma in ottobre, l’iniziativa ha riscosso il sostegno di vip e politici, anche del Ministro della Salute Giulia Grillo, che ha firmato la petizione.

Obiettivo della petizione è raggiungere un milione di firme entro il prossimo 11 settembre al fine di ottenere un pronunciamento della Commissione su questo argomento.

In Italia la procedura prevede l’inserimento nel form, online o cartaceo, di un valido documento d’identità. I dati sono conservati secondo la legge europea in un sistema sicuro della Commissione.

Dichiara Annamaria Pisapia, membro del Comitato dei cittadini che hanno presentato l’ICE: “Le quaglie allevate per uova e carne sono tra i più ‘invisibili’ degli animali allevati a scopo alimentare. Eppure, i loro numeri sono enormi, come enorme è la loro sofferenza nelle gabbie. Grottesco che prodotti derivanti da animali vissuti in queste terribili condizioni possano essere considerati gourmet. I cittadini hanno ora la possibilità di fare qualcosa di concreto per porre fine alla crudeltà su milioni di quaglie, firmando la ICE contro le gabbie. Oltre a, chiaramente, evitare di comprare uova e carne da quaglie allevate in gabbia”.

APPROFONDIMENTI

I comportamenti naturali delle quaglie

Le quaglie vivono in natura in coppie o in piccoli gruppi, formando gruppi più grandi per la migrazione. Normalmente le quaglie compiono piccoli voli, generalmente quando sono spaventate, anche se le quaglie selvatiche sono ancora in grado di compiere migrazioni facendo soste frequenti.

Le quaglie trascorrono la maggior parte del tempo razzolando in cerca di cibo e amano fare bagni di polvere diverse volte al giorno.

Sono in grado di produrre 28 diversi tipi di vocalizzazioni con diverse funzioni.

Ogni quaglia produce uova con un colore ed un disegno speciale, perciò è possibile riconoscere le uova di ogni singolo animale.

Le femmine costruiscono il loro nido in un luogo riparato e covano per 16-17 giorni girando l’uovo ogni 15-20 minuti.

Una volta nati i piccoli stanno vicini alla madre, che li nutre, per 4 giorni. A 11 giorni i piccoli sono indipendenti.

NUMERI SULLE QUAGLIE

1,4 miliardi di quaglie allevate nel mondo

143 milioni di quaglie allevate in UE

12 milioni di quaglie allevate in Italia

Il 90% sono allevate in gabbia, sia per produrre carne che per produrre uova

86 cm quadrati per ogni quaglia allevata per produrre carne

184 cm quadrati per ogni quaglia allevata per produrre uova

5 settimane: la vita di una quaglia allevata per produrre carne

6 mesi: la vita di una quaglia allevata per produrre uova

250gr: il peso di una quaglia quando viene inviata al macello


cuccioli

IN PRIMA CLASSE VERSO LA VITA: “ITALO” REGALA IL VIAGGIO AI CUCCIOLI DI LUCE. ON. BRAMBILLA: “RIFLETTERE SU STORIA DI CRUDELTÀ E DI SPERANZA”

Viaggio in prima classe, finanziato da “Italo”, per i cuccioli di “Luce”, la cagnolina seviziata nel Cosentino che, prima di morire, è riuscita a partorire i suoi piccoli. Dimessi sabato dalla clinica veterinaria romana che li aveva in cura e affidati ai volontari della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, il giorno stesso i cuccioli hanno viaggiato gratis con i loro accompagnatori sul “no stop” Roma-Milano delle 16,10.

Nel capoluogo lombardo, dove le chances di adozione sono maggiori, inizieranno il percorso che, appena sarà possibile, li condurrà in una nuova casa: sono già numerose le richieste per questi simpatici cagnetti, che, se non fossero intervenuti i volontari della LEIDAA, sarebbero stati condannati a morte sicura dalla mano crudele di individui senza scrupoli. Chi ha voluto disfarsi di Luce, incinta, prossima al parto, l’ha legata per le zampe e semisepolta sotto un mucchio di foglie e rami secchi sul ciglio di una stradina di campagna di Marano Marchesato (Cosenza). Non si sa per quanto tempo sia rimasta così: abbastanza, questo è certo, perché sofferenza e terrore abbiano lentamente provocato il cedimento degli organi interni e alla fine il coma. Doveva spegnersi, con i suoi piccoli non ancora nati. Invece, ancora una volta, la voglia di vivere ha fatto il miracolo. La mamma è morta, quasi tutti i cuccioli sono sopravvissuti.

“Ringrazio la società Italo – afferma l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente di LEIDAA – per il contributo che ha voluto dare, mostrando grande sensibilità, al benessere dei figli di Luce, che hanno potuto affrontare il viaggio nelle condizioni migliori. I piccoli e la loro sfortunata mamma sono protagonisti di una storia che dovrebbe far riflettere tutti e specialmente i colleghi parlamentari. Rilanceremo subito la richiesta che portiamo avanti da sempre, che abbiamo formalizzato nella scorsa legislatura e ripresentato in questa, sotto forma di proposta di legge a mia firma: pene più severe per chi maltratta e uccide gli animali. Tra le altre cose, la proposta aumenta, rispettivamente fino a cinque e sei anni, le pene per il maltrattamento e l’uccisione di animali, mentre diventano “delitti” in senso tecnico le condotte di detenzione in condizioni “insopportabili”, quella dell’abbandono e quella dell’uccisione di esemplari di specie protette, punita anch’essa con sei anni di reclusione”.


piovanello tridattilo (Calidris alba) sulla battigia

TRAFFICO SPECIE PROTETTE, LEGA ITALIANA DIFESA ANIMALI E AMBIENTE: “NECESSARIE PENE PIÙ SEVERE”

“L’operazione condotta oggi in Calabria dai carabinieri forestali contro il bracconaggio è l’ennesima dimostrazione che il traffico di specie protette è una delle voci più importanti dell’economia illegale, anche nel nostro Paese. Ringraziamo la magistratura e le forze dell’ordine per il loro impegno contro questi gravi crimini, che meriterebbero sanzioni più severe”. Lo scrive in una nota Simona Bazzoni, responsabile organizzativo della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, fondata e presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla.

“La relativa tenuità delle sanzioni, la sopravvivenza di antiche abitudini e la domanda del “mercato” – prosegue Bazzoni – contribuiscono alla diffusione dei crimini di natura, soprattutto quando sono coinvolte specie protette,  e rendono la pratica del bracconaggio particolarmente appetibile per le organizzazioni criminali. Perciò occorre rafforzare le sanzioni. Come previsto nella proposta di legge depositata dalla nostra presidente, l’on. Brambilla, che, tra le altre cose punisce “chiunque, in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, prelevi in natura, catturi, riceva o acquisti, offra in vendita o venda uno o più esemplari di specie animali protette, ne cagioni la morte o la distruzione, importi, esporti, riesporti sotto qualsiasi regime doganale, faccia transitare, trasporti nel territorio nazionale, ovvero ceda, riceva, utilizzi, esponga o detenga esemplari di specie di fauna protetta” con la reclusione da un minimo di 2 ad un massimo di 6 anni e la multa da 15 mila a 90 mila euro”.

(Piovanello tridattilo, foto di repertorio)


sms-solidale

RANDAGISMO: CONTRO L’EMERGENZA, GLI SMS SOLIDALI ALLA LEGA ITALIANA DIFESA ANIMALI E AMBIENTE

Dalle campagne per il possesso responsabile e per le adozioni a quella per le sterilizzazioni al Sud (due tranches di cui una già completata): è la missione della Lega italiana per la Difesa degli animali e dell’Ambiente, fondata e presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, che chiede il sostegno, attraverso l’iniziativa solidale “SMS-Salvami subito”, di tutti coloro che amano gli animali e li vogliono vedere rispettati. Il fenomeno del randagismo non soltanto causa di per sé inenarrabili sofferenze a decine di migliaia di animali d’affezione, che dovrebbero vivere in famiglia e non per strada, ma spesso è la premessa per ripugnanti abusi, oltre ad avere conseguenze negative sulla salute e la sicurezza della collettività e sull’immagine turistica del nostro Paese.

Per contrastare l’abbandono, l’indifferenza, la crudeltà, per finanziare il soccorso, la cura, il ricovero e la sterilizzazione degli animali vaganti e in difficoltà, fino al 27 maggio si potranno donare 2 euro con ciascun sms inviato da cellulare al numero 45580 oppure 5/10 euro chiamando da rete fissa. Ringraziamo fin d’ora – dice Michela Vittoria Brambilla – tutti i sostenitori che con il loro gesto ci consentiranno di intervenire laddove la situazione è più difficile”.

Lo spot televisivo è visibile su YouTube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=CxaXGILdutQ mentre quello radiofonico è scaricabile all’indirizzo https://drive.google.com/open?id=11Ws1uXMpWqeJhlLp4RLkkmYiKBVzrglE.


vesuvio-640x428

VESUVIO, ASSOCIAZIONI: NO A EUTANASIA DEI CANI DELLA “ZONA ROSSA”

Le principali Associazioni nazionali di protezione animale – Animalisti Italiani, ENPA, LAV, LNDC Animal Protection, LEIDAA e OIPA – hanno scritto una lettera congiunta alle autorità della Regione Campania e al Ministero della Salute per richiedere un’urgente modifica del “Manuale operativo regionale per la gestione delle emergenze veterinarie in sanità pubblica e in sicurezza alimentare”.

Nella stesura finale del documento, infatti, è prevista l’eutanasia per gli animali d’affezione nell’impossibilità di allontanamento dalla zona rossa vesuviana in caso di emergenza. Tale disposizione è totalmente in contrasto con la normativa nazionale e regionale in materia di tutela degli animali e pertanto le Associazioni ne hanno richiesto l’immediata cancellazione con tempestiva notifica a tutti gli attori coinvolti nella gestione delle emergenze.

Con l’occasione le Associazioni hanno ribadito l’importanza del loro coinvolgimento nella elaborazione e stesura di norme o procedure che riguardano gli animali per evitare grossolani errori come in questo caso; coinvolgimento che non potrà che essere a livello Nazionale – e quindi presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile – e ciò anche  alla luce delle recenti modifiche inserite col Decreto 1/2018  fortemente volute proprio dalle associazioni.

(Vesuvio, foto da Wikipedia)