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ANIMALI IN COSTITUZIONE, FORZA ITALIA: “AVANTI TUTTA”

La tutela degli animali va inserita velocemente nella Costituzione. Senza se e senza ma. «Perché lo chiedono i cittadini italiani e la politica ha il dovere di dare loro risposte». All’indomani della presa di posizione della Lega che con un blocco di 247mila emendamenti ha di fatto stoppato, almeno per il momento, l’iter del ddl costituzionale che introduce la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli animali nella legge fondamentale dello Stato, Forza Italia ribadisce la ferma volontà di procedere rapidamente verso l’approvazione della riforma. Lo dice l’on. Michela Vittoria Brambilla, in un’intervista al “Corriere della sera”. I leghisti, spiega il quotidiano, chiedono che il testo, composto di un unico articolo, sia riscritto prevedendo non una tutela generica ma una differenziazione tra gli animali da compagnia, quelli selvatici, quelli degli allevamenti e quelli considerati pericolosi.

«Questo non è il momento di posizioni di retroguardia — commenta Michela Vittoria Brambilla, deputata, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e responsabile dell’omologo dipartimento creato dal partito di Silvio Berlusconi —. Gli animali sono esseri senzienti, come tali vanno trattati, e molti altri Paesi anche a noi vicini hanno già compiuto questo passo di civiltà». Stati come la Germania, l’Austria o la Svizzera, per esempio, che contano molto sull’allevamento eppure non hanno avuto problemi ad inserire il rispetto per gli animali nella loro normativa. «Forza Italia — spiega Brambilla — è da sempre in prima fila in questa battaglia: per tre legislature ho presentato disegni di legge che andavano in questa direzione e lo stesso Berlusconi si è più volte speso pubblicamente e convintamente, senza sbandierare bandiere finto-animaliste o ecologiste».

Lunedì sera il tema era stato affrontato anche nell’incontro tra il ministro dell’Ambiente, Roberto Cingolani, e il comitato di presidenza dell’intergruppo per i diritti degli animali di cui fa parte anche la Lega. In quell’occasione nessuna obiezione era stata avanzata e la posizione rappresentata al governo era stata unanime.


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PADELLATA DI UCCELLINI PROTETTI NELLA SEDE DELLA COMUNITÀ MONTANA, L’ON. BRAMBILLA PORTA IL CASO IN PARLAMENTO

Se non ritenga opportuno il ministro dell’Interno – “trattandosi di una palese violazione delle norme, operata da dipendenti pubblici, in una sede istituzionale – attivare il competente ufficio territoriale del governo per gli opportuni controlli sull’amministrazione della Comunità montana” e “quali provvedimenti intenda assumere il ministro della Transizione ecologica per garantire il rafforzamento dei controlli contro il bracconaggio, specialmente a danno degli uccelli, e quindi il rispetto – su un territorio evidentemente “difficile” come quello lombardo – delle norme vigenti a tutela della fauna selvatica”.

Lo chiede in un’interrogazione depositata oggi l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, a proposito del “pranzo illegale” interrotto venerdì scorso dai carabinieri forestali nella sede della Comunità montana della Val Trompia, a Gardone Val Trompia. Sui piatti erano finiti 65 uccellini catturati illegalmente, appartenenti a specie protette, compresi una peppola e due frosoni (particolarmente tutelati). I commensali erano circa venti tra dirigenti e impiegati dell’ente, riuniti, a quanto sembra, in spregio anche delle regole dettate dall’esigenza di contrastare la diffusione della pandemia da Covid-19.

“Lascia stupefatti – osserva la deputata – che si abbandoni a plateali violazioni delle regole una comitiva di dirigenti e funzionari pubblici, nella sede del loro ente. Non si sa se sia più profondamente radicata l’attitudine al bracconaggio o la sensazione di totale impunità generata dalla posizione ricoperta. Di certo pagano il conto gli animali. Ben due milioni di uccelli sono uccisi illegalmente ogni anno in Lombardia. E’ ora di smetterla con questa vergogna”.


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ANIMALI, ON. BRAMBILLA: “GRANDE VITTORIA LA PRESCRIVIBILITÀ DEI FARMACI AD USO UMANO”

“E’ una grande vittoria”. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, commenta la firma del ministro della Salute Speranza in calce al decreto che consente ai veterinari di prescrivere medicinali di uso umano per la cura degli animali d’affezione “a condizione che tale medicinale contenga il medesimo principio attivo del medicinale veterinario”.

“Si tratta – afferma l’on. Brambilla – di un provvedimento ragionevole ed equo, atteso da milioni di cittadini e per il quale tanto ci siamo spesi con i colleghi dei vari schieramenti politici appartenenti al nostro Intergruppo. Chiunque conviva con un amico a quattro zampe sa quanto costano i farmaci veterinari: a parità di principio attivo, anche parecchie volte i medicinali per uso umano. Il decreto cambia finalmente le cose, permetterà notevoli risparmi ai proprietari di animali, a cominciare dai soggetti più deboli come gli anziani, e contribuirà sostanzialmente alla prevenzione dell’abbandono”.


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RECOVERY PLAN, ON. BRAMBILLA: “RISORSE PER UN WELFARE UNICO UOMO-ANIMALE” E DA NOI “UN SÌ CONVINTO ALLA TUTELA DEGLI ANIMALI IN COSTITUZIONE”

Destinare “adeguate risorse” dal Recovery fund alla “concreta applicazione” del principio “One health” (una sola salute, umana e animale) e quindi ai primi passi verso “un nuovo progetto di assistenza sanitaria pubblica “estesa” agli animali d’affezione”. Lo chiedono, con una lettera inviata nei giorni scorsi ai ministri della Salute e dell’Economia, le oltre ottanta associazioni aderenti alla Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente, a cominciare dalle cinque fondatrici Enpa, Lav, Leidaa, Lndc, Oipa. Del contenuto della lettera ha parlato oggi l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente di Leidaa (Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente) al convegno “I veri amici sono loro” organizzato da Confindustria-Cisambiente. Con l’occasione, l’ex ministro, responsabile del dipartimento diritti animali di FI, ha ribadito che Silvio Berlusconi considera “una grande conquista di civiltà” l’inserimento della tutela “della biodiversità e degli animali” nella nostra Costituzione, come ha avuto anche occasione di spiegare pubblicamente negli ultimi anni.

La lettera ai ministri – ha dichiarato l’on. Brambilla – è stata scritta proprio per evitare che si perda l’occasione di disegnare un nuovo progetto di assistenza sanitaria fondato davvero sul principio dell’unicità della salute, umana e animale. “Tra le azioni propedeutiche al raggiungimento del questo traguardo – ha detto l’ex ministro – ci sono certamente l’unificazione e l’ammodernamento delle anagrafi canine regionali, di cui ancora non si riescono ad assicurare aggiornamento e interoperabilità nonostante siano previsti dal “piano della performance” del ministero della Salute 2020-22, l’istituzione di anagrafi feline obbligatorie e il censimento delle colonie, l’integrazione dei dati dell’Anagrafe della popolazione residente con quelli degli animali familiari conviventi a formare un nuovo “stato di famiglia”, la revisione dei LEA per includere anche la sterilizzazione degli animali di proprietà, oltre a quella – già prevista – dei cani randagi e dei gatti delle colonie”. L’on. Brambilla ha anche ricordato che “è rimasta inattuata la disposizione di legge (art.13 Legge 20 novembre 2017 n.167) che prevedeva il passaggio dell’anagrafe degli equidi dal Ministero per le Politiche Agricole al Ministero della Salute.

Quanto alla riforma degli articoli 9, 41 e 117 della Costituzione, per la quale la commissione Affari costituzionali del Senato ha adottato un testo base definito dall’on. Brambilla “molto innovativo” e “di portata storica”, l’ex ministro ribadisce l’appoggio alla nuova formulazione dell’art. 9: oltre al paesaggio e al patrimonio storico e artistico della Nazione, la Repubblica “tutela l’ambiente e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni; protegge la biodiversità e gli animali”. Si tratta peraltro di una previsione presente anche in un ddl a prima firma Brambilla e da lei depositato per tre legislature alla Camera dei deputati.


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MALEO, CINGHIALE FERITO E INSEGUITO. ON. BRAMBILLA: VA RECUPERATO E CURATO

“Adottare le urgenti misure necessarie per recuperare l’animale e trasferirlo laddove possa essere curato” magari proprio nel Cras (Centro recupero animali selvatici) la cui apertura è stata autorizzata un mese fa in provincia di Lodi.

Lo chiede l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, in una lettera indirizzata al comandante dei gruppi dei Carabinieri forestali di Milano e Lodi Andrea Fiorini e al comandante della polizia provinciale di Lodi Fabio Germanà. L’episodio cui si fa riferimento riguarda un cinghiale ferito che, lo scorso 27 marzo, vagava nei pressi di Maleo (Lodi) inseguito in automobile dal sindaco di San Fiorano Mario Ghidelli. Il sindaco di Maleo Dante Sguazzi infatti – si legge nella lettera dell’on. Brambilla che cita un articolo del Cittadino di Lodi – ha allertato nell’ordine i vigili del fuoco e la polizia provinciale, competente per la fauna selvatica, i carabinieri e “l’amico Mario Ghidelli, cacciatore e selecontrollore”. La foto a corredo dell’articolo mostra l’animale, in piedi dentro un fosso, con il muso insanguinato. Non è dato sapere se la lesione gli consenta o meno di alimentarsi. Ragioni per cui l’on. Brambilla chiede che il cinghiale venga intercettato e ricoverato al più presto.

Nel frattempo il Cittadino ha diffuso una lettera pubblica di Ghidelli in cui il sindaco difende il proprio operato. Vista l’assenza di armi per ucciderlo o antestetizzarlo – sostiene il sindaco – si sarebbe agito in accordo con le forze dell’ordine presenti per “indirizzarlo verso il fiume Adda” tramite l’utilizzo di “idranti dei vigili del fuoco” e alcune macchine lanciate al suo inseguimento. Il clacson – a suo dire – sarebbe stato usato per indirizzarlo nella giusta direzione e il video non sarebbe stato fatto per “bravata” bensì per “coordinare e monitorare il lavoro della squadra che avrebbe eventualmente provveduto all’abbattimento”.


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SAN FIORANO (LODI), SINDACO INSEGUE IL CINGHIALE E SI RIPRENDE CON IL CELLULARE. LEIDAA DENUNCIA

Il sindaco di San Fiorano (Lodi),  al volante di un’automobile su un viottolo di campagna, insegue a gran velocità un cinghiale, si riprende con il cellulare e diffonde il video. Perciò la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, associazione fondata e presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, ha deciso di denunciare il primo cittadino Mario Ghidelli per la violazione dell’articolo 544 ter del codice penale (maltrattamento di animali), l’illecito di disturbo della fauna selvatica e l’infrazione al codice della strada, e di chiederne le dimissioni.

“Si tratta – osserva l’on. Brambilla  di un vero e proprio atto di “bullismo” nei confronti di un animale selvatico che ha la sola colpa di esistere, peraltro ripreso con il cellulare durante la guida (Il video è pubblicato sul sito del “Cittadino” di Lodi https://www.ilcittadino.it/ videos/video/il-sindaco- ghidelli-insegue-il-cinghiale_ 1531_141/), atto che integra a mio avviso il reato di maltrattamento, l’illecito di disturbo alla fauna selvatica previsto dall’art.43 della legge regionale 26/1993 e l’infrazione all’art.173 codice stradale per uso del cellulare impegnando una mano durante la marcia. Bell’esempio di civismo e di rispetto per le norme da parte di un sindaco! Mi domando come un rappresentante delle istituzioni possa comportarsi in questo modo. Facile strombazzare al volante della propria auto contro una povera bestia impaurita! È – prosegue la deputata – l’ennesima dimostrazione, se ancora ve ne fosse bisogno, dell’atteggiamento persecutorio verso questi animali, trattati ormai come esseri nocivi e infestanti e da incalzare e sterminare in ogni modo.  In realtà il cinghiale paga, con gli interessi, le conseguenze pluridecennali di veri e propri errori umani, come l’accelerato spopolamento delle aree rurali e soprattutto l’immissione in massa, per deliziare i cacciatori, di esemplari  provenienti dal centro e dall’est europeo, più robusti, che hanno soppiantato le popolazioni nostrane. In realtà la guerra ai cinghiali, e alla fauna selvatica in generale, non è solo condannabile dal punto di vista etico, è anche controproducente. Il problema della proliferazione merita un approccio più complessivo e non basato unicamente sulle fucilate, come immaginano certi Rambo di casa nostra. L’immagine che si vuol dare di questi animali – brutti, feroci e dannosi – è funzionale alla validazione, presso l’opinione pubblica, dei metodi più spicci e cruenti. Anche il triste show del sindaco-bullo spinge nella stessa direzione. Invece la Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente chiede alle autorità competenti di accertare le violazioni di legge che caratterizzano il comportamento del primo cittadino e ai carabinieri forestali di intensificare i controlli sul territorio lodigiano, dove nei giorni scorsi, a quanto pare,  sono avvenuti altri episodi di inosservanza delle normative che tutelano gli animali selvatici”.

(La presidente Michela Vittoria Brambilla con in braccio un cucciolo di cinghiale, la cui mamma è stata uccisa dai cacciatori. Il piccolino è tra i protagonisti della prossima puntata della trasmissione televisiva “Dalla Parte degli Animali”)


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VISONI, ON. BRAMBILLA: “BENE REGIONE LOMBARDIA, STOP AGLI ALLEVAMENTI”

“Ha fatto benissimo Regione Lombardia a chiedere al governo di procedere alla dismissione definitiva degli allevamenti di visone e degli animali da pelliccia sul proprio territorio. Speriamo che altre seguano questo bell’esempio”. Lo afferma in una nota l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, commentando la decisione annunciata dalla vicepresidente Letizia Moratti.

“La nostra opposizione all’allevamento di animali per ricavarne pellicce – spiega l’ex ministro – è di principio e ha un fondamento etico e scientifico, date le privazioni cui sono sottoposti esseri viventi solo per soddisfare la vanità umana. Ma non c’è dubbio che la pandemia di coronavirus e la documentata diffusione di varianti in vari allevamenti di visoni sul continente rende ancor più cogente la richiesta di porre fine una volta per tutte, sull’intero territorio nazionale, all’allevamento di animali per la produzione di pellicce, come già previsto in molti Stati europei ed extraeuropei. Ministro Speranza, non basta la sospensione! Occorre il divieto, come chiedo nella mia proposta di legge, depositata all’inizio della legislatura e non ancora presa in esame”.


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SALUTE, ON. BRAMBILLA: “STOP AL FARMACO RICAVATO DAL SANGUE DELLE CAVALLE”

Se non ritenga il ministro che, sulla base di “considerazioni etiche” e del fatto che “esistono parecchie alternative sintetiche”, debba essere opposto diniego alla richiesta di immissione in commercio, avanzata dalla Syntex S. A., del farmaco veterinario Fixplan, ricavato dal sangue delle giumente incinte. Lo chiede l’on. Michela Vittoria Brambilla, Fi, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, in un’interrogazione al ministro della Salute.

“La Syntex S.A. – ricorda in premessa l’ex ministro – è un’impresa argentina che produce principi attivi di origine biologica destinati all’industria farmaceutica umana e veterinaria. Tra questi il PMSG (gonadotropina serica equina), ormone utilizzato per stimolare l’ovulazione negli animali da reddito e quindi ottenere gravidanze ripetute. L’ormone è ricavato prelevando sangue da giumente incinte tra il primo e il quarto mese di gravidanza (degli undici totali). Secondo una nota diramata dall’associazione IHP, Italian Horse Protection, il 30 marzo u.s., a ciascuna cavalla sono prelevati fino a 10 litri di sangue alla settimana, poi è indotto l’aborto. Fin dal 2015 – prosegue l’interrogazione – l’associazione Animal welfare foundation ha documentato le torture inflitte alle giumente e, il 18 marzo scorso, il quotidiano argentino La Nacion ha riferito che la magistratura locale ha aperto un’inchiesta per maltrattamento di animali e che sono circa 5 mila gli aborti procurati ogni anno alle cavalle”.

Sono tuttavia disponibili numerose alternative sintetiche alla gonadotropina: il governo tedesco, per esempio, ne ha autorizzate ben 36, per diverse indicazioni. Di qui, e per evidenti ragioni legate allo sfruttamento crudele degli animali, l’esortazione a respingere la richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio avanzata dalla Syntex anche all’autorità italiana, dopo averla ottenuta in altri paesi europei.


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PASQUA, ON. BRAMBILLA: “INGIUSTIFICABILE LA MATTANZA DI AGNELLI, QUEST’ANNO SCEGLIAMO LA VITA”

“È ora di mettere fine all’assurda strage degli agnelli e dei capretti in occasione delle festività pasquali. Mangiare la carne dei cuccioli è quanto di più lontano si possa immaginare dallo spirito di una festa che celebra la resurrezione e la vita”. Lo dice l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, facendo appello alla sensibilità dei consumatori.

“Fortunatamente – aggiunge l’ex ministro – la consapevolezza, nel nostro Paese, è aumentata. Prova ne è il fatto che nell’ultimo decennio si è più che dimezzato il numero di agnelli e capretti macellati per Pasqua: da circa 812mila, uccisi nel “picco pasquale” del 2010, ai 360 mila dell’anno scorso”. Tuttavia, anche se la tendenza è alla diminuzione, “siamo comunque di fronte ad una mattanza ingiustificabile. Finché correrà il rischio di finire nel piatto anche un solo agnello – avverte la paladina degli animali – non smetteremo mai di sensibilizzare e tentare in ogni modo di persuadere tutti a superare una tradizione dai risvolti brutali”.

Gli agnelli sono strappati alle madri perfino a 30-40 giorni di vita, trasportati sui camion spesso per interminabili tragitti, condotti al macello approfittando dell’istinto del gregge (che li induce a seguire il primo trascinato via), rinchiusi in box mentre belano dal terrore, storditi con scariche elettriche (spesso più di una), sgozzati e appesi ai ganci per consentire il dissanguamento: tutto ciò mentre gli ultimi arrivati assistono alla macellazione dei loro simili e intuiscono che faranno la stessa fine.

“Dietro le igieniche confezioni di carne – conclude l’on. Brambilla – c’è una realtà di crudeltà e di sofferenza, che numerosissime indagini sotto copertura condotte negli allevamenti e nei macelli hanno raccontato benissimo. Si parla tanto di transizione ecologica, dell’impatto negativo della filiera della carne sull’ambiente e sulla nostra salute: ebbene, non mangiare la carne di agnelli e capretti può essere il primo passo verso quel cambiamento che non possiamo più rinviare”.

Il video-appello dell’on. Brambilla è visibile al link https://www.youtube.com/watch?v=SqRyHf4fDIg e scaricabile al link https://drive.google.com/file/d/1lnShlC6XDLQBR8UOnzmKLYupKfyiON_E/view.


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LEIDAA PER EMERGENZA COVID-19, UN ANNO DI SALVATAGGI E PASSEGGIATE PER GLI ANIMALI DEI MALATI. ON. BRAMBILLA: “ORGOGLIOSI DI AVER AIUTATO CHI NE AVEVA BISOGNO”

Un anno di interventi, salvataggi e provvidenziali passeggiate per gli animali delle famiglie colpite direttamente o indirettamente dalla pandemia di Covid: oltre ventimila richieste solo durante la seconda e terza ondata (35mila dal lancio del servizio); migliaia i cani di famiglie in quarantena portati a passeggio e centinaia gli animali presi in carico, di cui il 30 per cento tornati alle loro case e il 40 per cento adottati in altre. Sono solo alcune cifre significative del bilancio dell’iniziativa  “LEIDAA per emergenza Covid-19”, lanciata dodici mesi fa dalla presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, on. Michela Vittoria Brambilla. “Siamo orgogliosi – commenta l’ex ministro – di aver aiutato tante persone e tanti animali. Grazie ai nostri volontari: senza di loro tutto questo sarebbe stato impossibile”. Il video con le dichiarazioni dell’on. Brambilla è visibile al link https://www.youtube.com/watch?v=XOy6surHICQ e scaricabile al link https://drive.google.com/file/d/1Sl9LfR2XHubB9mNGDHvOrQrkU9OvlnZH/view.

“Chi è stato colpito dal Covid-19, direttamente o perché si sono ammalati i suoi cari – spiega l’on. Brambilla – spesso non sa come gestire gli animali da compagnia. Basti pensare alla situazione dei positivi in quarantena, a volte famiglie intere, che non possono portare il proprio cane a fare la passeggiata quotidiana o dal veterinario. Il problema diventa ancora più grave se le persone vengono ricoverate e gli animali restano improvvisamente soli, drammatico quando i pazienti perdono la vita. Per questo – sottolinea la presidente – ho sentito l’esigenza di schierare LEIDAA al fianco delle famiglie, già investite dalla malattia, togliendo loro almeno la preoccupazione per i propri animali”. Dalla scorsa primavera, in forma assolutamente gratuita, l’on. Brambilla ha messo l’associazione a disposizione “di tutti coloro che convivono con un animale d’affezione e si trovano in quarantena, in isolamento domiciliare o ricoverati”, invitando a chiamare la sede centrale, al numero 02-94351244 oppure a consultare il sito www.leidaa.info.

Da allora gli operatori di LEIDAA coordinano circa 2mila volontari per far fronte, su tutto il territorio nazionale, alle necessità degli animali delle famiglie colpite dalla pandemia: “passeggiate” per i cani di persone malate o in quarantena, cani e gatti (e altri pet) presi in carico perché i proprietari non potevano occuparsene o non sono sopravvissuti, trasferimenti e adozioni, pasti e interventi sanitari donati agli animali di persone in difficoltà (non solo per la pandemia).

Moltissime le passeggiate garantite ai cani che ne avevano bisogno. Parliamo di migliaia di animali portati regolarmente a passeggio per un periodo medio di due settimane (la durata della quarantena), in alcuni casi per due o tre volte al giorno. Si tratta complessivamente, di decine di migliaia di passeggiate singole, della durata di 20/30 minuti, e decine di migliaia di ore di volontariato a supporto delle famiglie con animali in difficoltà. Le regioni con maggior numero di uscite sono la Lombardia (quasi la metà), il Friuli-Venezia Giulia, il Piemonte e l’Abruzzo.

Purtroppo alcuni animali hanno condiviso le sofferenze degli amici umani e hanno subito il dolore della perdita. Fortunatamente la maggior parte dei cani o dei gatti di cui LEIDAA si è presa cura sono tornati alle loro famiglie (30 per cento)  o ne hanno trovata una nuova (40 per cento). Il 30 per cento è ancora in carico a LEIDAA. Alcuni proprietari, infatti, sono deceduti, altri non li hanno più potuti tenere per gravi problematiche di salute o economiche. Delle centinaia di cani e gatti accolti più della metà venivano dalla Lombardia e anche dal Piemonte, gli altri dalle restanti Regioni, comprese quelle del Sud Italia. Qualcuno non ce l’ha fatta, come “nonno Baloo”, cane-simbolo della campagna, uno dei primi animali presi in carico ed uno dei casi più difficili: 16 anni, diabetico, sordo e cieco. La sua cuccia era di fianco al caminetto, coccole e amore non gli sono certo mancati. Ma soffriva troppo e il mese scorso se ne è andato. La maggior parte delle richieste (50 per cento) è venuta dalla Lombardia, il 20 per cento dal Piemonte e dal Veneto, il residuo 30 per cento dalle altre Regioni. Gli animali accolti sono per lo più cani meticci (40 per cento) o di razza (25 per cento), il 30 per cento gatti, il 5 per cento di altre specie.

Dall’esperienza della primavera scorsa è nato un libro fotografico, scaricabile dal link https://leidaa.info/wp-content/uploads/2020/11/LEIDAA-per-Emergenza-Covid-19-1_compressed.pdf. “È innanzitutto – afferma l’ex ministro – un omaggio ai nostri splendidi volontari, che voglio ringraziare con tutto il cuore per il grande lavoro svolto durante l’emergenza e perché continuano oggi, senza chiedere nulla in cambio, a garantire il loro generoso impegno a favore dei nostri fratelli più piccoli, che, per esprimere la loro gratitudine, possono soltanto scodinzolare e abbaiare”.

LEIDAA PER EMERGENZA COVID-19, I DATI IN SINTESI:

– Oltre 20mila richieste di aiuto solo nella seconda e terza ondata, circa 35mila dal lancio del servizio;
– Migliaia gli animali di famiglie in quarantena portati a passeggio;
– Centinaia di animali presi direttamente in carico;
– Duemila volontari mobilitati 7/7gg su tutto il territorio nazionale;
– Decine di migliaia di passeggiate e ore di volontariato;
– Centinaia di animali fatti adottare o restituiti alle loro famiglie;
– Ma moltissimi ancora in carico dei volontari LEIDAA.