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“SALVAMI SUBITO” CON UN SMS AL 45589: DAL 16 NOVEMBRE LA CAMPAGNA ANTI-RANDAGISMO DELLA LEIDAA

La cagnolina Giulia, cosparsa di acido e gettata via come un rifiuto, ora è tornata a nuova vita, circondata dall’affetto di una famiglia. Come i cuccioli di Luce: partorirli è stato l’ultimo gesto d’amore di una mamma torturata a morte, vittima innocente dell’efferatezza umana. Loro e i tutti i randagi che nel nostro Paese vivono alla giornata, stremati dal freddo e dalla fame, col rischio di essere investiti o di subire abusi, sono i protagonisti dello spot a sostegno della campagna solidale “SMS-SalvaMi Subito”, lanciata oggi dall’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente. Per contrastare l’abbandono, combattere l’indifferenza, sconfiggere la crudeltà, per finanziare il soccorso, la cura, il ricovero e la sterilizzazione degli animali vaganti e in difficoltà, direttamente o attraverso il sostegno ai volontari che operano in condizioni d’emergenza.

Dal 16 al 24 novembre, infatti, è possibile donare 2 euro inviando un sms o 2-5-10 euro chiamando il 45589 da telefono fisso. “Fenomeno odioso, di cui l’Italia ha tristemente il primato fra i paesi avanzati- spiega l’on. Brambilla – il randagismo non soltanto causa enormi sofferenze ad un numero imprecisato di animali d’affezione, che dovrebbero vivere in casa e non all’addiaccio, ma spesso è la premessa per atti ripugnanti di intolleranza e di violenza. Come quelli di cui è stata vittima Giulia: le cronache purtroppo ne sono piene”.

Secondo stime attendibili, i cani vaganti sul territorio nazionale sarebbero almeno 700 mila, i gatti randagi oltre 2 milioni. “Numeri che fanno davvero impressione – sottolinea la presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente – un vero e proprio esercito di creature indifese che, tutti i giorni, lottano per restare vive, tra pericoli, sofferenze, paura. Per aiutarli operiamo in tanti modi: dalle campagne per il possesso responsabile e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, a quelle per le adozioni e per le sterilizzazioni al Sud, a interventi diretti tramite le sezioni sparse sul territorio nazionale o per volontari impegnati in situazioni d’emergenza, alle azioni di lobbying nelle istituzioni”.

Tra gli obiettivi della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente c’è anche la promozione, ad ogni livello, di un cambiamento culturale che consenta di superare definitivamente l’emergenza randagismo. Perché anche agli ultimi tra gli ultimi, ai senza voce, sia finalmente risparmiata una vita sulla strada. “Ringraziamo fin d’ora, dal profondo del cuore – conclude l’on. Brambilla – tutti coloro che, con un gesto di attenzione e solidarietà, un sms o una chiamata telefonica, ci aiuteranno a intervenire per superare situazioni indegne di un Paese che si proclama civile”. Il video dell’sms solidale è scaricabile al link https://drive.google.com/open?id=1ekUxXW1AhNBmC2AqEnlDzb6YyLk6INl7 o visibile al link YouTube https://www.youtube.com/watch?v=DjcscgaSbU0. Lo spot radiofonico è invece scaricabile a questo link https://drive.google.com/open?id=1PlROJSuao2uB42auP-aj99IdpcKluPej.

 

DOSSIER DELLA LEGA ITALIANA PER LA DIFESA DEGLI ANIMALI E DELL’AMBIENTE

Il randagismo è un fenomeno ancora molto diffuso nel nostro Paese, anche se non ne sono note le dimensioni esatte per la mancanza di dati completi e di numeri aggiornati. Neanche l’anagrafe degli animali d’affezione, prevista già dalla legge del 1991 e tenuta dalle Regioni, funziona correttamente, visto che molti cani non vi sono iscritti o molti non sono cancellati al momento del decesso. Non solo: i sistemi informativi regionali non dialogano efficacemente tra loro e con la banca dati nazionale. Quindi è difficile, o impossibile, l’interscambio in tempo reale delle informazioni relative agli animali iscritti, per rintracciarli tempestivamente in caso di smarrimento e abbandono, per agevolare la circolazione di informazioni anagrafiche e sanitarie sugli animali e per programmare interventi di contrasto.

La carenza di elementi oggettivi di conoscenza non è casuale. Nonostante sia in vigore da decenni una buona legge, la 281/1991, che specifica bene che cosa devono fare le Regioni, che cosa i Comuni, che cosa le Asl (per esempio le sterilizzazioni), è frequente, da parte delle amministrazioni locali, il mancato adempimento di questi obblighi, che nei casi estremi, soprattutto al Sud, assomiglia molto ad un vero e proprio sabotaggio. Più in generale, c’è una responsabilità di governo, non solo nell’insufficiente (o meglio inesistente) raccolta di dati, ma nella mancanza di finanziamenti adeguati (solo nella legge di stabilità per il 2019 l’intergruppo parlamentare per i diritti degli animali ha ottenuto l’incremento ad un milione di euro del fondo nazionale per la lotta all’abbandono) e di seri controlli, assistiti da proporzionate sanzioni, sull’implementazione della 281 da parte degli enti locali. Tutto ciò impedisce di elaborare politiche efficaci per contrastare un fenomeno che causa gravi sofferenze agli animali e costa moltissimo alla collettività. Difficile affrontare un problema senza sapere in dettaglio quali proporzioni ha, quale distribuzione sul territorio nazionale, dove sono le vere criticità e senza essere certi che, in media, ciascuno faccia il suo dovere.

I numeri sotto riportati, in gran parte frutto di stime, servono a dare un’idea della piaga, alimentata dagli abbandoni e dalla riproduzione incontrollata. La sensazione è quella di un Paese spaccato in due, con un Nord (Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Valle d’Aosta e Province Autonome di Trento e di Bolzano e in più la Toscana) in cui il randagismo canino è sostanzialmente contenuto e un Centro-Sud dove i randagi sono molti, in alcune aree moltissimi, e la situazione appare spesso fuori controllo. In Sicilia, secondo il presidente della commissione sul randagismo dell’Ars, “nel 2016 sono stati censiti 75 mila cani randagi e 90 mila nel 2018”. Laddove la tensione è più alta si verificano, con preoccupante cadenza, anche i più clamorosi atti di crudeltà e intolleranza nei confronti degli animali. Basti ricordare un clamoroso episodio per tutti: l’avvelenamento di decine di cani a Sciacca (Agrigento). Preoccupante anche la condizione delle colonie feline, a volte riconosciute dalle autorità (come vorrebbe la legge), a volte tollerate, a volte ignorate. A fronte di 94 gattili al Nord, ne sono segnalati appena 7 al Sud.

Altrettanto difficile è quantificare il costo sociale del randagismo, perché le ricadute negative sono molte: salute, sicurezza, gestione del territorio, immagine turistica. Per avere un’idea si può partire da una cifra base, relativa all’anno 2017: circa 146 milioni di euro all’anno. Ci si arriva moltiplicando l’importo minimo che una circolare del Ministero della Salute indica come congruo ad assicurare un adeguato mantenimento degli animali, 3,50 euro al giorno, per il numero dei cani registrati nei rifugi (oltre 114mila) x 365 giorni. E’ l’altissimo prezzo-base – senza contare gli effetti collaterali (igiene pubblica, sicurezza, immagine turistica) – che paghiamo per gli abbandoni, la mancata applicazione delle leggi vigenti (sterilizzazione) e l’inesistenza di una vera politica per incentivare le adozioni.

La Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente (LEIDAA), da sempre in prima linea nella lotta contro il randagismo, interviene principalmente in tre modi: 1)finanziando campagne di sterilizzazione, tramite protocolli d’intesa con i veterinari, nelle zone dove l’emergenza randagismo è più grave 2)sovvenzionando le associazioni locali o i piccoli gruppi di volontari attivi sul territorio 3) promuovendo a tutti i livelli il possesso responsabile e le adozioni dai canili. Nel dicembre scorso è stata completata, in collaborazione con la Federazione nazionale degli ordini veterinari (Fnovi) e con l’Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi), una prima tranche di sterilizzazioni: trecento gli interventi di ovariectomia/ ovarioisterectomia su cani e gatti randagi, finanziati con i fondi raccolti attraverso gli sms solidali ed eseguiti in cinque Regioni del Sud: Sicilia, Calabria, Sardegna, Puglia, Molise e Campania (con l’esclusione della Basilicata, dove nel 2015 è stata lanciata una campagna gratuita di sterilizzazione). La Federazione nazionale degli ordini veterinari ha fornito all’onlus un elenco di veterinari attivi nelle Regioni interessate, dichiaratisi disponibili ad aderire alla “task-force stop al randagismo” e ad eseguire le operazioni secondo le migliori pratiche e le migliori condizioni economiche possibili. Gli interventi sono stati ripartiti in proporzione alla popolazione di ciascuna Regione. E’ in preparazione una seconda tranche di altre trecento sterilizzazioni nelle regioni del sud sempre interamente finanziate dalla Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente.

Un’altra modalità di intervento è il sostegno ai piccoli gruppi di volontari impegnati in prima linea: contributi a volte decisivi per la sopravvivenza o il proseguimento dell’attività sempre “di frontiera” dove l’indifferenza moltiplica la sofferenza degli animali.

Infine vi sono le campagne nazionali, per la sensibilizzazione al possesso responsabile e l’incentivazione delle adozioni. Le adozioni consapevoli sono lo strumento principe per favorire le uscite dai canili e ridurre i rientri. Più un cane rimane all’interno di un canile, più avrà difficoltà ad abituarsi alla vita fuori dal rifugio. Quindi, se le condizioni generali lo consentono, dovrebbe rimanerci il meno possibile.

DATI DI SINTESI:

12 milioni: cani registrati all’anagrafe canina (Certamente sovrastimato per mancate cancellazioni). Secondo le stime Euromonitor, nelle famiglie italiane sono presenti 7 milioni di cani e 7,3 di gatti

6-700 mila: il numero stimato dei cani randagi in Italia

2,4 milioni: il numero stimato dei gatti randagi in Italia

114.866: cani presenti nei canili rifugio (2017, escluse Calabria e Campania)

91.021: cani entrati nei canili sanitari (2017), di cui solo il 38 per cento restituito al detentore

69.094: gatti randagi sterilizzati (2017)

300+300: cani e gatti randagi “obiettivo” delle campagne di sterilizzazione della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente in cinque Regioni del Sud finanziate con l’iniziativa Salvami Subito (2017/2018)

46.960: cani adottati nei canili (2017)

297.243 euro: entità complessiva del Fondo nazionale per la lotta all’abbandono (2017). Per il 2019 è stata stanziata la somma di un milione.

1.200: i canili sanitari e i rifugi autorizzati in Italia (2017)

1277,5 euro/anno costo medio di un cane in un canile

7 anni: tempo medio di permanenza di un cane in canile

146,7 milioni di euro: costo annuo di mantenimento dei cani nei canili (2017)

750 casi di maltrattamento, abuso, animalicidio segnalati dai media nel 2017, di cui

89 casi di avvelenamento

(Dati del Ministero delle Salute e delle associazioni animaliste nazionali)


On. Brambilla

ANIMALI, ON. BRAMBILLA: “NO ALLA TERAPIA CON I DELFINI, NON SONO DOMESTICI”

Quali iniziative intendano intraprendere i ministri competenti “per evitare uno sperpero di denaro pubblico nella realizzazione di un delfinario che non potrà essere utilizzato”. Lo chiede l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, in un’interrogazione ai ministri della Salute e dell’Ambiente sull’annunciata realizzazione a Messina, grazie a una convenzione fra il Ministero della Salute e l’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, di un delfinario dove bambini con problemi potranno avvalersi della cosiddetta “delfino-terapia” presso l’Ircss-Piemonte Centro Neurolesi Bonino Pulejo.

“All’iniziativa pubblica di presentazione, a Messina, come si legge nelle cronache locali e come annunciato dalla locandina – prosegue il testo – era presente il funzionario Domenico Monteleone del Ministero della Salute, Ufficio VIII alimentazione animale, della Direzione generale Sanità animale e Farmaci Veterinari. La convenzione di cui sopra appare in contrasto con le linee guida nazionali per gli Interventi Assistiti con Animali (IAA), approvate dal ministero della Sanità, che puntualizzano: “Gli animali impiegati negli Interventi assistiti appartengono a specie domestiche in grado di instaurare relazioni sociali con l’uomo e non a specie selvatiche”.

Peraltro, “studi scientifici dimostrano come il nuoto con i delfini di individui con deficit neurologici, o di soggetti affetti da patologie fisiche di varia natura, non produca effetti che non possano essere ottenuti con terapie cliniche o con progetti innovativi realizzati grazie alle nuove tecnologie (come quelle relative alla realtà virtuale) ed evidenziano rischi sanitari e problemi di sicurezza: i delfini, anche quando nati in cattività, rimangono animali selvatici e sono stati documentati più casi di aggressione nelle attività di nuoto, probabilmente causati anche dell’impossibilità di sottrarsi al contatto con le persone”.

Inoltre, “il D.M. Ambiente, Salute, Politiche Agricole Alimentari e Forestali 20 dicembre 2017 che autorizzava il contatto tra pubblico e delfini è stato sospeso dal TAR del Lazio il 10.5.2019 su istanza della LAV, sentenza confermata dal Consiglio di Stato il 26.7.2019 con Ordinanza n. 3821″. Quindi il nuoto con i delfini non è consentito.


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BAMBINI VEGANI, PRESENTATA A MILANO LA GUIDA DEI PEDIATRI PER I GENITORI. ON. BRAMBILLA: “STOP AI PREGIUDIZI, SCELTA FONDATA SU SOLIDE BASI”

BAMBINI VEGANI, PRESENTATA A MILANO LA GUIDA DEI PEDIATRI PER I GENITORI. ON. BRAMBILLA: “STOP AI PREGIUDIZI, SCELTA FONDATA SU SOLIDE BASI”

Stop ai pregiudizi: la dieta vegetariana o vegana per i bambini è una scelta accettabile, purché adottata consapevolmente e sotto il controllo di un medico competente. Lo spiegano, rivolgendosi ai genitori, il prof. Luca Bernardo, direttore della Casa pediatrica del Fatebenefratelli di Milano, il professor Gian Vincenzo Zuccotti, direttore della Clinica pediatrica dell’Università di Milano, e la dottoressa Lisa Mariotti, nutrizionista della Casa pediatrica con l’ agilissimo manuale “Rapanello e cipollina – I bambini verdi”, arricchito dalla prefazione dell’on. Michela Vittoria Brambilla e presentato oggi in occasione del convegno “Hot topics in pediatria e neonatologia”.

“Rapanello e Cipollina”, aiuta i genitori – ricorda la presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e Ambiente – “a fondare la propria scelta su solide basi scientifiche, in piena sicurezza”.

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On. Brambilla_Genlin_premiazione

L’ultimo grande traguardo, in ordine di tempo, è stato superato nel dicembre scorso, quando il presidente Trump ha firmato il Farm Bill, il principale strumento di politica agricola e alimentare degli Stati Uniti, che contiene l’esplicito divieto di consumare e commercializzare carne di cane e di gatto. Alla campagna globale contro questa barbarie l’imprenditore di Hong Kong Genlin dedica da anni, e con successo, buona parte della sua vita, coordinando le attività della World DogAlliance. Per questo ha ricevuto oggi, a Milano, il premio speciale “International Dog Lover Award” dalle mani dell’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli Animali, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e portavoce per l’Italia della WDA.

Premiato “per il costante ed efficace supporto all’introduzione del divieto esplicito di consumare e commercializzare carme di cane e di gatto in Asia e nel mondo”, Genlin è ottimista anche sulla possibilità che la proibizione, già implicita nel nostro ordinamento, possa essere esplicitata anche da noi. “Quando l’Italia seguirà l’esempio degli Stati Uniti – afferma – avremo un’arma ancora più potente per trasformare questa norma in standard internazionale e convincere i Paesi asiatici dove l’uso di mangiare carne di cane e di gatto è ancora radicato. Aiutateci a fermare questo orrore”. L’obiettivo è davvero “a portata di legislatore”, grazie alla proposta di legge AC1720 dell’on. Brambilla e al disegno di legge gemello presentato dalla senatrice Maria Rizzotti (Fi). “Benché non vi siano sostanzialmente esempi del consumo di carne canina o felina in Italia, se non alcuni casi sospetti e comunque sporadici o riconducibili al comportamento di squilibrati – afferma l’on. Brambilla – appare necessario introdurre il divieto esplicito di consumarle, rafforzato da adeguate sanzioni penali, per dare pieno riconoscimento al ruolo degli animali d’affezione nella nostra società e per contribuire ad affermare il principio a livello internazionale. E’ esattamente la strada intrapresa da altri paesi europei, come l’Austria e la Germania, o di cultura occidentale ”.

Nel mondo sono circa 30 milioni all’anno i cani uccisi per l’alimentazione umana, di cui oltre 10 milioni solo in Cina. Nella Repubblica di Corea, la carne di cane è la quarta per quantità di consumo, dopo quelle di maiale, di manzo e di pollo. In diversi Paesi dell’Asia orientale, molti consumatori credono che mangiare carne di cane abbia un effetto medicinale e porti fortuna, ma nessuno dei presunti benefìci ha basi scientifiche. E’ certo, invece, che la domanda di carne di cane alimenta un traffico indicibilmente crudele, anche perché si ritiene che infliggere sofferenze aumenti i livelli di adrenalina dell’animale, rendendo più tenera la sua carne e intensificando i presunti effetti benefici. Accade spesso che gli animali, in molti casi sottratti alle loro famiglie, siano uccisi con scosse elettriche o a randellate e scuoiati vivi. Sono tristemente noti in tutto il mondo il “festival della carne di cane” di Yulin (Repubblica popolare cinese) che quest’anno si è tenuto dal 21 al 30 giugno e i “bok nal”, i tre “giorni del cane” coreani, appuntamento fisso nel pieno dell’estate, quando è d’uso consumare zuppe “rinfrescanti” che hanno Fido come ingrediente principale, ma in Vietnam questa pietanza è ancora più diffusa.

(Mr. Genlin presidente della World Dog Alliance con l’on Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente e portavoce per l’Italia della World Dog Alliance)


© MARCO MARIANELLA
09/11/2010
CONVEGNO "LA COSCIENZA DEGLI ANIMALI"
NELLA FOTO:
MICHELA VITTORIA BRAMBILLA MIN. DEL TURISMO

MORTO PER CACCIA, ON. BRAMBILLA: “INDIGNA L’INERZIA DELLE AUTORITÀ”

“Davanti ai morti di caccia indigna l’inerzia delle autorità”. Lo dice l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, commentando l’incidente nelle campagne di Roma che è costato la vita ad un cacciatore di 71 anni. “Mi dispiace per la persona ed esprimo il mio cordoglio alla sua famiglia – sottolinea l’ex ministro – ma in generale, quando lo Stato mette in mano dei “cannoni” ad anziani tiratori della domenica, non c’è da stupirsi se qualcuno muore. C’è invece da indignarsi perché le autorità, governo e Regioni, o non fanno nulla o se fanno qualcosa, fanno qualche regalo… alle doppiette. Rivolgo ancora un appello al Parlamento perché si riparli di caccia, almeno per limitarla, in attesa di abolirla. Ho depositato alcune proposte di legge in materia: ripartiamo da quelle”.

“Le battute di caccia – ricorda la parlamentare – sono veri e propri appuntamenti con la morte, non solo quella degli animali, vittime designate dell’incontenibile “libidine da sparo” degli appassionati, ma anche quella dei cacciatori stessi, come in questo caso, o, peggio ancora, quella di innocenti fungaioli e amanti della natura, che possono ritrovarsi sulla linea di tiro. Ieri è capitato nelle Torbiere della Franciacorta, in provincia di Brescia, ad un gruppo di ecoturisti scampati per miracolo ad una pioggia di pallini. Non è più accettabile che gruppi di cacciatori si impadroniscano di boschi e campagne e terrorizzino i residenti e gli escursionisti, con armi sempre più potenti il cui uso è concesso senza adeguati controlli sulle condizioni piscofisiche degli utilizzatori”.

Occorrono restrizioni più severe. “Ho proposto – spiega l’on. Brambilla – il divieto di cacciare il sabato e la domenica, per tutelare chi nei boschi e nelle campagna va per godersi la natura e non per distruggerla, e alcune misure restrittive. Inoltre vanno sistematicamente raddoppiate le distanze di sicurezza da potenziali bersagli come case, strade, ferrovie, mezzi agricoli o animali domestici, che oggi variano secondo i casi da 50 a 150 metri. Riguardo al porto d’armi: mentre le procedure per le richieste motivate da esigenze di difesa personale sono rigidissime, una licenza per uso sportivo si ottiene più facilmente. Vale cinque anni e il certificato medico di idoneità è necessario solo al momento del rinnovo. Troppo poco, soprattutto perché la maggior parte dei cacciatori ha un’età compresa tra 65 e 78 anni”. Va infine introdotto il reato di omicidio venatorio. “Il cacciatore – ricorda la deputata – maneggia legittimamente un’arma letale, cioè ha maggiore responsabilità, quindi dev’essere punito più duramente di chi commette un “normale” omicidio colposo. E’ lo stesso principio seguìto per dare vita al reato di omicidio stradale e la pena base che vorrei vedere applicata è la stessa: da due e sette anni di reclusione”.


On. Brambilla_Quattrozampeinfiera

DOG LOVERS DAY, A GISELLA GRANDE (LEIDAA) IL “PREMIO DELLA BONTÀ”

E’ andato  a Gisella Grande, presidente della sezione LEIDAA di Cosenza, e a tutta la sua squadra di volontari, il “premio della bontà” assegnato ogni anno, in occasione del “Dog lovers day”, dalla presidente nazionale della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, on. Michela Vittoria Brambilla, a una persona, o un gruppo di persone, il cui eccezionale impegno a difesa degli animali ha commosso l’opinione pubblica. Gisella Grande l’ha ricevuto oggi, dalle mani dell’ex ministro, al parco Esposizioni Novegro, nell’ambito della manifestazione “Quattro zampe in fiera”.

 La signora Grande, con le persone generose che coordina, opera in un territorio molto difficile, dove abbandono e maltrattamenti sono all’ordine del giorno e il randagismo è un’emergenza permanente. Eppure il caso della cagnolina Giulia, ritrovata nelle campagna di Santa Caterina Albanese, non poteva essere classificato come ordinario, neppure in un contesto del genere. Allertati  da alcuni residenti, l’11 maggio scorso, i volontari si sono trovati davanti ad una cucciola di circa 7-8 mesi, in evidente stato di grave  debilitazione, il cui corpo era martoriato da ampie ustioni, all’apparenza provocate da una sostanza corrosiva, molto probabilmente versata apposta. Portata d’urgenza in una clinica del capoluogo, Giulia è passata attraverso un lungo percorso terapeutico che l’ha portata a curare le proprie ferite e alle rimozione dell’occhio sinistro, ormai perduto: settimana dopo settimana, sotto le cure di Gisella, il suo pelo è ricresciuto e la salute è migliorata. Soprattutto, Giulia ha recuperato la gioia di vivere ed è diventata forte abbastanza da poter essere adottata. Ora ha trovato una famiglia con cui trascorrere, felice, il resto della vita, ripagata della sofferenza che ha dovuto subire, non si sa ancora per mano di chi e perché. Ammesso che un perché possa esistere per un’azione di così pura malvagità.

“Questa storia esemplare – afferma l’on. Brambilla – suggerisce molte considerazioni, alcune amare, altre incoraggianti. Dobbiamo in primo luogo riconoscere l’abnegazione e i meriti straordinari dei tantissimi volontari che in  molti territori del Paese oppongono se stessi, direi letteralmente i propri corpi, al dilagare dell’indifferenza e della crudeltà verso creature innocenti, colpevoli solo di non avere difese. Non li ringrazieremo mai abbastanza per il lavoro che svolgono, di vera e propria supplenza dinanzi alla troppo frequente “diserzione” delle istituzioni preposte dalla legge a contrastare il randagismo e le sue penose conseguenze. Il premio che diamo a Gisella è simbolicamente un premio che diamo a tutti questi “combattenti” che danno salvezza agli animali e speranza alle persone per bene. E’ anche un biasimo, non implicito ma esplicito, verso tutti coloro che dovrebbero fare e non fanno, verso chi non sente il dovere di mettere fine alla vergogna e allo scempio di cui gli animali e la legalità sono egualmente vittime”.

La consegna del premio ha preceduto il tradizionale “dog show”, aperto a chiunque, partecipando, volesse esprimere il suo affetto per l’animale con cui divide la vita. Riconoscimenti per tutte le categorie di quattrozampe, grandi piccoli, belli e brutti, cuccioli e anziani, con la cagnolina Giulia, rinata, come ospite d’onore.

 


dog lovers day

MILANO, IL 5 OTTOBRE IL “DOG LOVERS DAY” ORGANIZZATO DALLA LEIDAA

Anche quest’anno, presente la fondatrice e presidente on. Michela Vittoria Brambilla, la Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente organizza a Milano il “Dog Lovers day”, evento nato per celebrare la plurimillenaria amicizia tra uomo e cane.

Con l’occasione sarà assegnato anche il “premio della bontà” ad una persona che si è prodigata per difendere la vita di uno o più amici a quattro zampe. Precederà il tradizionale “dog show”, cui potrà partecipare chiunque voglia esprimere così il suo affetto per l’animale con cui divide la vita. L’iscrizione è gratuita e sarà raccolta sulla pagina Facebook di Leidaa o direttamente sul posto dalle ore 13: premi per tutte le categorie, grandi piccoli, belli e brutti, cuccioli e anziani. Ospite d’onore la cagnolina Giulia, salvata da LEIDAA in Calabria dopo che individui senza scrupoli le avevano gettato addosso una sostanza corrosiva.

Appuntamento sabato 5 ottobre, dalle 14, al parco Esposizioni Novegro, nell’ambito di “Quattro zampe in fiera”, la manifestazione dedicata a tutti gli amanti dei cani e dei gatti che nel primo weekend di ottobre torna a Milano, per la settima volta. Taglierà il nastro l’on. Brambilla.

Per informazioni e adesioni scrivere a segreteria@leidaa.info oppure contattare il numero 334-3990351.


On. Brambilla_unaquestionedifamiglia

MILANO, MIGLIAIA DI ANIMALISTI IN PIAZZA CON L’ON. BRAMBILLA: “CANI E GATTI COME MEMBRI DELLA FAMIGLIA E FISCO LEGGERO”

La rapida approvazione della pdl Brambilla che consente l’iscrizione degli animali nella famiglia anagrafica, la riduzione degli oneri fiscali a carico dei proprietari e un serio impegno per la tutela dei diritti degli animali, tutti, e in particolare il rapporto con quelli d’affezione. Sono le principali richieste di chi ha partecipato alla  manifestazione “I nostri animali: una questione di famiglia”, che si è tenuta oggi a Milano, promossa dalla presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, on. Michela Vittoria Brambilla, con l’adesione di ben 23 associazioni animaliste, tra cui tutte le principali a livello nazionale. Migliaia di attivisti e simpatizzanti, provenienti da tutt’Italia, hanno partecipato ad una festosa e pacifica marcia di protesta da piazza Cordusio a piazzetta san Carlo, dove hanno preso la parola l’on. Brambilla e i rappresentanti delle associazioni.

   “Gli animalisti, uniti – spiega l’ex ministro – vogliono segnalare che è necessaria una netta svolta rispetto al passato, che la questione animale è diventata troppo importante per lasciarla in mano a politici distratti, che dietro le istanze di chi ama gli animali c’è un fronte stanco di chiacchiere e perciò determinato, nonostante le differenze d’ispirazione e di metodo, ad ottenere risultati concreti. Primo tra tutti, in attesa di una riforma costituzionale che riconosca gli animali come esseri senzienti, la tutela del rapporto tra le persone e gli animali d’affezione: l’iscrizione degli animali nella famiglia anagrafica, prevista da una mia pdl il cui esame è già cominciato in commissione Giustizia, è il primo passo verso il riconoscimento di tutele ormai indifferibili, come pene più severe per chi maltratta e uccide gli animali, e per una promozione davvero efficace del possesso responsabile, unico vero rimedio alla piaga del randagismo, che negli abbandoni e nella riproduzione incontrollata trova il proprio alimento.

“Proponiamo – aggiunge – anche un cambio di passo nel trattamento fiscale riservato a chi convive con un animale.  Nei prossimi giorni inizierà a prendere forma la legge di stabilità, con il grande interrogativo sulla “sterilizzazione” delle clausole IVA. Diciamolo subito con grande chiarezza: a nessuno venga in mente di penalizzare addirittura oltre la misura attuale i proprietari di animali d’affezione, magari immaginando aumenti selettivi che vadano a colpire alimenti o cure veterinarie. La direzione da percorrere è esattamente quella opposta, quantomeno con un aumento sostanziale delle detrazioni e provvedimenti che riducano le distorsioni sul mercato dei farmaci veterinari: a parità di molecola non possono costare fino a dieci volte quelli per uso umano”.

“Da questa possibile, auspicabile svolta culturale – aggiunge – deriva anche l’esigenza di punire più severamente chi maltratta o uccide gli animali. In Italia, ogni 55 minuti si apre un fascicolo per reati di questo tipo o simili, ma solo il 30% dei processi per maltrattamento di animali che viene celebrato si conclude con una sentenza e appena la metà prevede una condanna. Le sanzioni attuali non sono commisurate alla gravità dei fatti e non hanno effetto deterrente. Parliamo di pene fino a cinque e sei anni per il maltrattamento e per l’uccisione, altrimenti ben poco cambierà. Ora che le elezioni europee sono state celebrate, e le politiche non sembrano in vista, qualcuno sarà disposto ad ascoltarci? Gli animali si difendono sempre, non solo quando conviene”. Infine, c’è l’annoso tema dell’accesso ai luoghi pubblici e aperti al pubblico. “L’assenza di una normativa nazionale chiara ed esaustiva e la giungla di leggi regionali e ordinanze comunali che complicano la vita di cittadini italiani e turisti con animali al seguito – ricorda l’on. Brambilla – hanno prodotto una situazione intollerabile, che richiede una risposta ragionevole ed equilibrata”.

“Nei palazzi – conclude – la tendenza di lunga durata, confermata da coalizioni di diverso colore, è quella di considerare il fenomeno della convivenza con gli animali d’affezione come un argomento  “di serie B”, se non “di serie C”. Anche in questo campo impera il vizio nazionale del “benaltrismo”: c’è sempre “ben altro” da fare, “ben altro” di cui occuparsi, così non si fa nulla. Allora non stupiamoci se la distanza tra politica e società aumenta sempre di più, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti”.


On. Brambilla

INCENDI NELLA FORESTA BOLIVIANA, ON. BRAMBILLA: “IL NOSTRO GOVERNO MANDI AIUTI”

Se e come il governo italiano intenda attivarsi per inviare in Bolivia gli aiuti richiesti dalle autorità locali e quindi contribuire allo spegnimento degli incendi che da agosto stanno divorando la foresta nell’Est del Paese. Lo chiede in un’interrogazione al presidente del Consiglio, al ministro dell’Interno e al ministro degli Esteri l’on. Michela Vittoria Brambilla, Fi, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente.

Nel testo l’ex ministro ricorda che i roghi, ancora fuori controllo, hanno colpito soprattutto il dipartimento di Santa Cruz e hanno distrutto oltre tre milioni di ettari di giungla, “polmone verde del pianeta e straordinario scrigno di biodiversità” che custodisce molte specie di animali a rischio di estinzione.

“All’interrogante – specifica l’on. Brambilla – è pervenuto un appello, che risulta inviato anche al nostro Dipartimento della protezione civile, da parte del signor Enrique Bruno Camacho, direttore generale del comitato dipartimentale d’operazioni d’emergenza di Santa Cruz (COED), nel quale, di fronte alla gravissima situazione, si chiede l’invio di Vigili del Fuoco volontari specializzati nello spegnimento di incendi forestali e di equipaggiamento”. Sottolinea il signor Camacho che questa tragedia è andata “oltre le capacità” d’intervento della protezione civile locale.

Di qui la richiesta al governo di attivarsi con urgenza per inviare alle popolazioni colpite uomini e mezzi che contribuiscano a mitigare gli effetti di un disastro ecologico senza precedenti nell’area.


Una_questione_di_famiglia

“È ORA DI FARSI SENTIRE”, DOMENICA A MILANO LA MARCIA DEGLI ANIMALISTI

Il silenzio non paga, è ora di alzare la voce per difendere i diritti degli animali. E l’occasione è la manifestazione di domenica pomeriggio a Milano “I nostri animali: una questione di famiglia, promossa dalla Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente.

Alla marcia, che inizierà alle 14,30 in piazza Cordusio e si concluderà in piazza San Carlo con gli interventi dei partecipanti dal palco, aderiscono altre ventitré associazioni di protezione animale, grandi e piccole: Enpa, Lav, Lndc, Oipa, Gaia, Earth, Cuori e Zampe, Anima Meticcia, Animare, Podenco’s Angels Rescue, Camminiamo insieme Onlus, Impronte amiche, Cani e mici per amici, Zampe d’oro onlus, Oasi santa Giuliana, Collettivo animalista, Amici per i baffi, Cuor di pelo, Crazy cats, International animal protection league, Associazione amici dei mici onlus, Sos levrieri, Arcamica onlus.

La manifestazione “pro animali” non per caso si tiene all’avvio di una nuova fase politica ed è pensata come iniziativa per il rilancio di tutte le tematiche care al mondo animalista: il riconoscimento degli animali come “esseri senzienti” in Costituzione, pene più severe per chi li maltratta o li uccide, la tutela e la valorizzazione del rapporto affettivo con gli animali che vivono nelle nostre case, il superamento della sperimentazione animale, la cessazione dello sfruttamento negli allevamenti intensivi e nei circhi, la fine dei regali ai cacciatori e, in prospettiva, della caccia.

Al nuovo governo gli animalisti segnaleranno che è necessaria una netta svolta rispetto al passato, che la questione animale è diventata troppo importante per lasciarla in mano a politici distratti, che dietro le istanze di chi ama gli animali c’è un fronte stanco di chiacchiere e perciò determinato, nonostante le differenze d’ispirazione e di metodo, ad ottenere risultati concreti.

Ecco perché è il momento di farsi sentire: tutti a Milano, domenica, perché i nostri animali sono “una questione di famiglia”.