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TREVIGNANO ROMANO: LEIDAA LIBERA NINA, LA FEMMINA DI CINGHIALE INTRAPPOLATA DA TRE MESI IN UN FOSSO

Da tre mesi, a Trevignano Romano (RM), i cittadini segnalavano la presenza di un cinghiale caduto chissà come in un fosso e incapace di risalire, che rischiava la vita.

Su richiesta delle istituzioni locali e della sindaca di Trevignano Romano Claudia Maciucchi, i volontari della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente sono intervenuti e, con un’operazione spettacolare e complessa, sono riusciti a trarre in salvo il povero animale. Giunti sul posto la mattina, gli operatori dell’associazione presieduta dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla sono riusciti là dove nessun altro, per tre lunghi mesi, aveva avuto successo: con la costruzione di un’impalcatura in legno, reti metalliche elettrosaldate e tanta passione, hanno potuto raggiungere l’animale in piena sicurezza e sono riusciti a farlo entrare in una gabbia di trasporto senza nemmeno ricorrere alla sedazione. La cinghialina, una femmina ribattezzata Nina, era debilitata, ferita profondamente a un occhio e aveva una grave infezione all’orecchio. La Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente le ha quindi garantito tutte le cure veterinarie necessarie, per poi restituirle la libertà insieme al suo branco.

“Voglio ringraziare i volontari della LEIDAA che non perdono occasione per dimostrare, anche a costo di grandi fatiche, il loro amore nei confronti di tutti gli animali – dice la presidente di LEIDAA on. Michela Vittoria Brambilla -. Siamo orgogliosi di aver dato un fondamentale contributo a questa operazione che ha portato in salvo una cinghialina, che rischiava una orribile morte di stenti. Il nostro intervento mette in totale evidenza la necessità di rivendicare i diritti degli animali selvatici e occuparci della loro difesa, in un paese che ha ancora – purtroppo – un tasso di bracconaggio elevatissimo. La persecuzione dei cinghiali è vergognosa e non è più possibile accettarla: cittadini e istituzioni devono impegnarsi per una pacifica convivenza che non solo è sempre possibile, ma è anche da promuovere con ogni mezzo”.

Il video della liberazione di Nina è visibile su YouTube al link https://www.youtube.com/watch?v=bLCenUrx69w e scaricabile al link https://drive.google.com/file/d/1pgrA3hDtEmJoE-2WTZpuRV2HtDPVtxVN/view.

(Alcune immagini della liberazione di Nina)


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ALLEVAMENTO TRECASTELLI (AN), LEIDAA E ASSOCIAZIONI: “MUOIONO CANI, SUBITO UN TAVOLO”

Enpa, Lav, Leidaa, LNDC Animal Protection e Oipa hanno scritto una lettera con la richiesta congiunta – rivolta al Ministro della Salute Speranza e alle istituzioni nazionali e locali – di agire per affrontare subito e concretamente la situazione dell’allevamento di Trecastelli (AN) che, a distanza di sei mesi dal sequestro per un grave focolaio di brucellosi canina, versa oggi in una situazione ulteriormente drammatica rispetto all’ultima denuncia delle associazioni, fatta ormai tre mesi fa, per una epidemia di parvovirosi che ha già fatto morire oltre 30 cani negli ultimi tre giorni.

La parvovirosi è una patologia contagiosa la cui risposta clinica è diversa da soggetto a soggetto, variando da una forma lieve ad una forma mortale. Per questo motivo è necessario monitorare attentamente gli animali e usare ogni precauzione possibile nella gestione dei cani.

“In questa situazione, la diffusione di questa malattia finirebbe per avere conseguenze drammatiche e appare quindi necessario un intervento emergenziale che non può essere ulteriormente procrastinato. – dichiarano le Associazioni – È fondamentale che tutti i soggetti competenti si attivino in maniera coordinata e con la massima tempestività ed efficacia al fine di contenere la diffusione del virus e di poter riprendere quanto prima le operazioni di inserimento in famiglia dei cani”.

Le associazioni intervenute sul campo si sono sempre attivate per dare massimo e concreto supporto agli animali: dall’acquisto di cibo, cucce, medicinali, antiparassitari e tosatrici, fino alla presenza in loco di volontari e veterinari, nell’ovvio rispetto delle norme dettate dalla situazione.

“Ci auguriamo che la nostra richiesta di un tavolo e di un coordinatore tecnico siano accolte, non si può gestire una situazione doppiamente emergenziale senza un valido coordinamento” – concludono le Associazioni.

(Foto dei Carabinieri durante il sequestro)

Di seguito il testo integrale della lettera delle associazioni:

On. Roberto Speranza

Ministro della Salute

segreteriaministro@sanita.it

seggen@postacert.sanita.it

Dott. Pierdavide Lecchini

Direttore Generale della DGSAF

dgsa@postacert.sanita.it

p.lecchini@sanita.it

Dott. Ugo Santucci

Ministero della Salute – Ufficio VI – Sanità animale e gestione operativa

del Centro nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie animali

dgsa@postacert.sanita.it

u.santucci@sanita.it

Dott. Francesco Acquaroli

Presidente della Giunta Regionale Marche

regione.marche.protocollogiunta@emarche.it

Dott. Paolo Pierucci

Dirigente della P.F. Prevenzione Veterinaria

ARS Marche

regione.marche.veterinarialimenti@emarche.it

paolo.pierucci@regione.marche.it

Dott. Roberto Giordani

ASUR Marche Servizio Veterinario

roberto.giordani@sanita.marche.it

Dott. Marco Sebastianelli

Sindaco del Comune di Trecastelli

comune.trecastelli@emarche.it

Dott. Nicola D’Alterio

Direttore Generale IZS dell’Abruzzo e del Molise

protocollo@pec.izs.it

Dott. Vincenzo Caputo

Direttore Generale IZS Umbria e Marche

protocollo.izsum@legalmail.it

e p.c.

Dott. Paolo Gubinelli

Procura della Repubblica di Ancona

paolo.gubinelli@giustizia.it

prot.procura.ancona@giustiziacert.it

Ten. Col. Simone Cecchini

C.do NIPAAF CC Forestale Ancona

simone.cecchini@carabinieri.it

Associazione “Amici Animali”

amicianimali@pcert.postecert.it

info@amicianimali.org

Oggetto: Allevamento di cani Itshow nel Comune di Trecastelli – nuova emergenza determinata da parvovirus – richiesta di istituzione di un tavolo di alta specializzazione e di nomina di un coordinatore tecnico

Noi sottoscritti:

Sen. Carla Rocchi, quale Presidente dell’associazione ENPA (Ente Nazionale per la Protezione degli Animali), riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente ex art.13 della legge 349/86, nonché ai sensi dell’art.3 della legge 20 luglio 2004 n.189, con sede legale in Roma, Via Attilio Regolo 27;

Gianluca Felicetti, quale Presidente dell’associazione LAV (Lega Antivivisezione), Ente morale riconosciuto dal Ministero dell’Interno con Decreto del 19.05.1998, primo Ente animalista riconosciuto con decreto del Ministero della Salute ex art. 19 quater disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale introdotto dall’art. 3 della legge 189/2004 con finalità di tutela degli interessi lesi da attività contro gli animali, con sede in Roma al Viale Regina Margherita n. 177;

Michela Vittoria Brambilla, quale presidente dell’associazione LEIDAA (Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente), iscritta al Registro Generale regionale del Volontariato della Regione Lombardia, giusto decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 65 del 10/01/2003,   riconosciuta con decreto del Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare n. 231 del 21/12/2012, e dal Ministro della Salute con il decreto n. 9 del 2013 ai fini dell’affidamento di animali oggetto di provvedimenti di sequestro o confisca a norma del codice penale, con sede in Milano alla via Mozart n. 15; 

Piera Rosati, quale Presidente dell’associazione LNDC Animal Protection (Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Animal Protection), Ente Giuridico ex DPR 922/64, iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale ex L. 383/2000, riconosciuta con decreto del Ministero della Salute ex art. 19 quater disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale, con sede in Milano alla via A. Wildt n. 19/5;

Massimo Comparotto, quale presidente dell’associazione OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), Associazione riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, con sede legale in Milano, Via Gian Battista Brocchi 11;

facendo seguito alla precedente corrispondenza, esponiamo quanto segue.

In data 4/7/2021 siamo venuti a conoscenza della presenza di alcuni casi di parvovirosi (patologia altamente contagiosa e spesso mortale nei cani che non hanno seguito un protocollo vaccinale adeguato) sia presso la struttura di Trecastelli che presso quella di Ostra Vetere. 

Si tratta di una situazione di assoluta gravità che, secondo quanto ci è stato riferito, ha già portato alla morte di diversi cani e che sta mettendo in estrema difficoltà gli operatori della cooperativa – che, peraltro, secondo quanto ci risulta non avrebbe avuto indicazioni operative per prevenire la diffusione di questa ulteriore patologia. 

Riteniamo che, in questa tanto delicata quanto grave situazione, sia necessario attivare, prima che sia troppo tardi, un tavolo di alta specializzazione che garantisca la necessaria assistenza sanitaria e il monitoraggio scientifico degli animali, con la nomina di un medico veterinario in qualità di coordinatore tecnico che si occupi dei predetti aspetti che vanno oltre le normali competenze del custode giudiziario e di quello sanitario.

A tutt’oggi purtroppo manca questo tipo di figura nella gestione sanitaria di quello che viene qualificato come il più grande focolaio europeo di Brucella canis, ora interessato anche dalla presenza della parvovirosi.

In particolare, in relazione alla diffusione di quest’ultima patologia, vi chiediamo: 

se sia stato effettuato un controllo immediato di tutti i cani; 
se sia stato attivato a suo tempo un corretto protocollo vaccinale e, in caso contrario, chiediamo di verificare i motivi di tale inadempienza; 
a quali terapie vengono sottoposti i cani che mostrano i sintomi della parvovirosi; 
se il personale che opera nelle strutture sia stato opportunamente formato per evitare l’ulteriore diffusione di questo virus.
Ci risulta che un gruppo di cani sia stato vaccinato a marzo con una sola dose e non si comprende come mai non si stato effettuato un richiamo. Alcuni di questi cani sono anche stati già dati in adozione.

Si chiede inoltre di sapere quali misure si intendono adottare per evitare l’ulteriore diffusione della parvovirosi e quali misure sono state adottate per evitare ulteriori contagi da Brucella canis, posto che ci risulta la tendenza – registrata dalla stessa ASUR – all’aumento del numero dei cani positivi a quest’ultima patologia.

Tali verifiche appaiono di fondamentale importanza in quanto non ci risulta essere stata individuata una linea di condotta da adottare nei confronti dei cani positivi alla Brucella canis, i quali potrebbero aumentare. A tal fine ribadiamo come una ipotesi di soppressione non sia nemmeno da prendere in considerazione in quanto punibile ai sensi dell’articolo 544-bis del Codice penale. 

In merito alla Brucella canis, si evidenzia la grande opportunità di studio di questa malattia e si chiede quali protocolli scientifici di ricerca siano stati intrapresi. 

Da quanto ci era stato riferito dagli organi preposti, inizialmente erano stati sottoposti a trattamento antibiotico circa 200 cani positivi, nella prospettiva di darli immediatamente in adozione. Una volta che le autorità sanitarie si sono rese conto della impraticabilità di questa soluzione, il trattamento è stato interrotto e non ci risulta che i cani positivi siano stati più sottoposti ad alcuna terapia. 

Ci si chiede quali verifiche di tipo scientifico siano state effettuate su questo gruppo di cani. Sarebbe da considerarsi disastrosa la gestione dell’emergenza di un focolaio di una zoonosi ancora non studiata se, alla resa dei conti, si ottenesse solo un graduale aumento del numero dei positivi in assenza di qualsiasi contestuale forma di trattamento e di studio sul decorso clinico della malattia.

In questa situazione, la diffusione della parvovirosi finirebbe per avere conseguenze drammatiche ed appare necessario un intervento emergenziale che non può essere ulteriormente procrastinato.

Con la presente, pertanto, chiediamo al Ministero della Salute, d’intesa con le competenti autorità sanitarie, l’istituzione di un tavolo di alta specializzazione con a capo un coordinatore tecnico che ne sovraintenda le attività e che coinvolga Ministero della Salute, Regione Marche, ASUR, IZS di Teramo e IZS Umbria e Marche nonché il Comune di Trecastelli.

Confidando in un celere e positivo riscontro, si porgono distinti saluti. 


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SARS-COV-2 INDIVIDUATO IN UN ALLEVAMENTO DI VISONI A CREMONA, ON. BRAMBILLA: “CHIUDERLI TUTTI E NON RIAPRIRLI MAI PIÙ”

“Se c’è una cosa che questa terribile pandemia dovrebbe averci insegnato è l’assoluta necessità di cambiare, radicalmente, il nostro rapporto con la natura e tutti i suoi esseri viventi. Quando pensiamo di potercene approfittare senza alcun ritegno e senza alcun rispetto per la sofferenza degli esseri senzienti che condividono con noi il pianeta ne subiamo, prima o poi, le conseguenze. Per questo chiedo al governo di prendere coraggio e di decidere, fin da subito, la chiusura definitiva di tutti gli allevamenti di visoni sul territorio nazionale”. Lo dice l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, commentando la notizia dell’individuazione di un focolaio di Sars-Cov-2 in un allevamento di visoni di Cremona, con la contestuale positività asintomatica di un dipendente. Gli animali coinvolti sono stati tutti abbattuti e i prodotti potenzialmente infetti sottoposti a specifici trattamenti.

“Questi provvedimenti emergenziali – sottolinea l’ex ministro del Turismo – che si traducono peraltro nello sterminio di migliaia di animali innocenti, rischiano di essere anche inutili sul lungo periodo come strumenti di contenimento del virus se non vengono accompagnati da un piano preciso per terminare, per sempre, l’allevamento di visoni e di tutti gli animali da pelliccia. Per questo, già in occasione delle prime notizie sui contagi in allevamenti olandesi nel maggio del 2020, avevo chiesto, con un’interrogazione formale ai ministri delle Politiche agricole e della Salute, se non fosse opportuno chiudere per sempre le 13 strutture italiane tra Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Abruzzo, dove sono ancora allevati i visoni. Al momento l’allevamento è invece solo sospeso, fino a dicembre di quest’anno. Oggi, alla notizia del focolaio di Cremona, non posso che rilanciare la richiesta di una legislazione che vieti per sempre l’allevamento e il commercio di animali per la produzione di pellicce. Regione Lombardia ha già chiesto al governo di procedere alla dismissione degli allevamenti sul proprio territorio, ma non basta: serve una legge quadro nazionale che obblighi la chiusura definitiva, stabilisca come ricoverare i visoni ancora vivi, nella piena tutela delle norme anti-contagio, e preveda adeguati ristori per la riconversione delle attività”.

“È fondamentale ricordare – conclude la presidente di LEIDAA – che le sofferenze inflitte agli animali non hanno alcuna giustificazione etica, a maggior ragione se servono ad alimentare un’industria voluttuaria e palesemente in declino. Non è nemmeno pensabile che, ogni anno, centinaia di migliaia di animali soffrano e vengano uccisi per essere trasformati in capi d’abbigliamento che nessuna persona di buonsenso e buongusto acquisterebbe mai”.


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BOTTICELLE, ON. BRAMBILLA: “ENNESIMA PRESA IN GIRO ELETTORALE DELLA RAGGI, SERVE L’ABOLIZIONE IMMEDIATA PER IL BENESSERE DEGLI ANIMALI”

“Sulla tutela dei cavalli la sindaca di Roma ha dimostrato, per l’ennesima volta, di voler dare un contentino elettorale agli animalisti senza avere il coraggio di prendere l’unico provvedimento adeguato: l’abolizione totale del servizio di piazza a trazione animale che nessun Comune italiano è tenuto per legge a prevedere”. A dirlo è l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, commentando la recente ordinanza di Virginia Raggi che, fino al 30 settembre, consente la circolazione delle botticelle a partire dalle 18 con temperatura inferiore ai 25 gradi.

“Valutato nell’interesse del benessere animale il provvedimento è al di sotto del minimo sindacale, specie da parte di un politico che – in campagna elettorale – aveva promesso l’abolizione totale dei veicoli a trazione animale che, per ben cinque anni, è rimasta lettera morta con una serie di impegni mai mantenuti. L’ordinanza arriva peraltro con grave ritardo se consideriamo che, per tutta la seconda metà di giugno, le temperature medie a Roma hanno superato costantemente i 25 gradi con punte di 34 gradi: una situazione intollerabile sulla quale si è voluta mettere un pezza che ha l’aria di un maldestro incentivo elettorale e non certo di una misura per la reale tutela del benessere animale”.

“Costretti a trainare pesanti carichi per numerose ore al giorno i cavalli non soffrono solo d’estate, ma tutto l’anno – conclude l’on. Brambilla -. Per questo l’unica risposta corretta è l’abolizione del servizio, che è già possibile adesso. Se i 5s non sono d’accordo con questa interpretazione delle norme vigenti, possono sempre votare in Parlamento la mia proposta di legge che cancella questo servizio su tutto il territorio nazionale e toglie ogni alibi”.


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CARRÀ, ON. BRAMBILLA: “CI LASCIA ICONA DELLA TV E UNA GRANDE AMANTE DEGLI ANIMALI”

“La sua scomparsa lascia un grande vuoto dietro di sé: ci ha lasciati infatti non solo una meravigliosa artista, ma anche una grande amante degli animali cui ha dedicato varie canzoni, in particolare “Amico”, colonna sonora di “Pronto Raffaella?”, dove faceva le lodi del cane. ‘Chi ti aspetta contento al ritorno, chi ti segue per casa ogni giorno, chi cammina felice al tuo fianco, chi di correre non è mai stanco – cantava Carrà – Chi vorrebbe soltanto giocare, chi ti ascolta ma senza parlare, chi ti ama e ti dà sicurezza, chi non chiede che una carezza’. Le sue parole riempiono ancora oggi d’emozione il cuore di chi, come me, ama gli animali e vuole vederli rispettati”. Lo scrive in una nota l’on. Michela Vittoria Brambilla (FI), presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, commentando la scomparsa della cantante e attrice Raffella Carrà, avvenuta oggi a Roma all’età di 78 anni.


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ESTATE, ON. BRAMBILLA: “NO AGLI ABBANDONI, SPECIALMENTE DEGLI ANIMALI ACCOLTI IN CASA DURANTE IL LOCKDOWN”

“Non tradire gli amici a quattro zampe che hanno aiutato le famiglie italiane a superare il lockdown”. E’ l’appello lanciato dall’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, che richiama l’attenzione sull’aumento delle cessioni di animali dopo la fine del confinamento.

“Dalle nostre sezioni sul territorio nazionale –  afferma l’ex ministro – riceviamo segnali inequivocabili su un fenomeno che si è manifestato con particolare evidenza nelle ultime settimane, man mano che la pandemia regrediva: purtroppo molti italiani che durante il lockdown si sono portati in casa degli animali, magari con un po’ di leggerezza, al solo scopo di combattere stress e depressione, ora li cedono e li portano in canile perché ci si accorge, tardi, che tenere un animale comporta alcune responsabilità. Colgo dunque l’occasione per rivolgere un appello non solo contro i tradizionali abbandoni estivi, malcostume purtroppo antico e ben radicato nonostante le campagne di sensibilizzazione, ma soprattutto contro questo vero  e proprio “tradimento” ai danni di amici a quattro zampe che hanno aiutato a superare momenti tanto difficili e oggi non meritano di essere “gettati via” perché non servono più. In generale occorre ricordare sempre che accogliere in casa propria un animale comporta, come tutte le cose belle, anche dei doveri. Non dimentichiamolo, mai”.


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ABUSI IN UN MACELLO DEL CREMONESE, INTERROGAZIONE DELL’ON. BRAMBILLA

Se il ministro della Salute “abbia disposto controlli” sul macello industriale della Zema Srl a Cremona, “ed eventualmente con quale esito”, e “se non ritenga opportuno adottare iniziative normative per tutelare più efficacemente il benessere animale, prevedendo la chiusura immediata degli stabilimenti dove sono documentati e riscontrati abusi nei confronti degli animali”. Lo chiede in un’interrogazione l’on. Michela Vittoria Brambilla, Fi, presidente della Lega italiana per la Difesa degli animali e dell’Ambiente, e presidente dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali, riferendosi al video diffuso nei giorni scorsi dall’associazione Animal Equality Italia con raccapriccianti immagini di abusi sui maiali destinati al macello.

“L’azienda – premette l’interrogante – è stata inserita tra le eccellenze italiane dalla stampa nazionale, e certificata per l’export in Europa e verso Paesi terzi e aderisce ad Assica, che promuove le aziende di maggior qualità specializzate nella lavorazione della carne”. Tuttavia la realtà documentata dalle riprese è assai diversa dall’immagine pubblicitaria: “Maiali lasciati agonizzare fuori dai recinti o avviati al macello nonostante le loro pessime condizioni di salute, pungolati e percossi dagli operatori, un maialino sbattuto contro il muro e gettato tra gli scarti, suini storditi con metodi inefficaci e buttati coscienti sui nastri trasportatori, sgozzati e dissanguati a pochi metri dai propri simili che ne sentono le grida e la paura, due animali che tentano di scappare con la gola già recisa, altri cui vengono mutilati gli arti durante la fase di dissanguamento”. In molti casi, afferma lo speaker del video, tutte queste sofferenze vengono inflitte sotto gli occhi dei proprietari del macello.

Si tratterebbe quindi di gravi e sistematiche violazioni delle disposizioni del Regolamento (CE) n. 1099/2009 sulle cautele da adottare durante la macellazione o l’abbattimento degli animali, in particolare per ciò che concerne le procedure di stordimento, i dispositivi di immobilizzazione e di stordimento, il maneggiamento e le operazioni di immobilizzazione. Di qui la richiesta di effettuare controlli, irrogare le opportune sanzioni e rafforzare le norme a tutela del benessere animale. “Abusi come quelli documentati, a danno di animali intelligenti e sensibili – sottolinea l’ex ministro – sono ripugnanti, inaccettabili e indegni di un paese civile, indipendentemente dall’opinione che ciascuno può avere sul consumo di carne”.

L’on. Brambilla ha presentato nel 2019 una proposta di legge per la protezione dei suini e una sull’obbligo di videosorveglianza nei macelli e negli allevamenti industriali. “In Italia – ricorda l’ex ministro – i maiali sono allevati al 99 per cento con metodi intensivi. Ciò nonostante, ai problemi, etici e igienici, posti da questi allevamenti la politica nazionale non dà risposte, mentre il Parlamento europeo, con il voto di pochi giorni fa, ha espresso la volontà di mettere al bando le gabbie. Il mio progetto di legge sulla protezione dei suini (AC 2285) contiene proposte concrete: il divieto di allevare in gabbia le scrofe gravide e in allattamento, di praticare la castrazione chirurgica dei suinetti, di effettuare interventi di mozzamento di una parte della coda e di riduzione degli incisivi dei lattonzoli e delle zanne dei verri se non effettuati da un medico veterinario, con anestesia e somministrazione prolungata di analgesici”.

Il testo stabilisce inoltre che i controlli annuali sul rispetto delle norme non riguardino “un campione statisticamente rappresentativo dei vari sistemi di allevamento”, come previsto attualmente, ma coinvolgano almeno “il 70 per cento dei suini allevati”.

(L’on. Brambilla di fronte a Montecitorio con la maialina Dior per la presentazione di due proposte di legge a sua firma, una per la protezione dei suini, l’altra sull’obbligo di videosorveglianza nei macelli e negli allevamenti industriali)


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ANIMALI E AMBIENTE IN COSTITUZIONE, ON. BRAMBILLA: “GRANDE VITTORIA E PASSAGGIO STORICO, ARRIVEREMO IN PORTO”

“E’ un passaggio storico, una grande vittoria per tutti coloro che vogliono difendere l’ambiente e veder rispettati gli animali. Ora diventa possibile un cambiamento di straordinaria portata, giuridica, sociale e culturale. Mi impegnerò in ogni modo perché questa riforma arrivi in porto”. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, Forza Italia, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, commenta il primo sì – quello del Senato, a larghissima maggioranza – al disegno di legge che introduce in Costituzione, tra i principi fondamentali del patto repubblicano, la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, “anche nell’interesse delle future generazioni”, e quella degli animali, con forme e modi che saranno stabiliti dalla legge dello Stato.

“Inserendo in Costituzione la tutela degli animali, sul modello delle più avanzate costituzioni europee – ricorda l’ex ministro – il Parlamento raggiungerà un grande obiettivo di civiltà, in armonia con la sensibilità largamente prevalente tra i cittadini. Sono tre legislature che mi batto per ottenere questo risultato e quindi guardo con soddisfazione e una certa emozione a un voto così importante. Ringrazio le colleghe senatrici che fanno parte dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, che ho l’onore di presiedere: il loro impegno è stato decisivo e di grande significato quello di tutti i componenti dell’Intergruppo che si sono mobilitati per sensibilizzare le forze politiche di appartenenza. Ora tocca alla Camera, dove ci sono i presupposti per una rapida approvazione. Non ci faremo sfuggire l’opportunità di raggiungere un traguardo inseguito da decenni”.


Puntata 30 maggio

A “DALLA PARTE DEGLI ANIMALI”, LA CINGHIALINA CHARLIEBO,  LA MUCCA ENOLA E NINA L’AMICA PELOSA DI ENRICA BONACCORTI

La cinghialina giocherellona Charliebo cerca casa, dalla cascina-studio della trasmissione più animalista che ci sia, “Dalla parte degli animali”, programma ideato  e condotto dall’on. Michela Vittoria Brambilla, in onda la domenica alle 10.55 su Rete 4, con repliche la domenica alle 14 su La 5 e lunedì alle 15,30 ancora su Rete 4: l’unico format  il cui scopo è trovar casa agli animali abbandonati e che, con servizi d’attualità e rubriche, si mette sempre “dalla loro parte”. Ospiti della prossima puntata i cani  del gruppo cinofilo dell’Esercito che, in vivo, ci mostreranno le prodezze del loro prodigioso olfatto a caccia di esplosivi. Tanti gli animali in cerca di coccole, di amore, del calore di una famiglia. C’è il cane Crostino, guarito da una malattia dermatologica, c’è Valentino, micio spagnolo, pronto a diventare il principino di casa e ci sono due cagnette, Tessa e Titti, tutte da amare.

Per la rubrica “Ho salvato un amico”, la storia del pettirosso Pettino, che aveva le zampette spezzate e che ora, grazie a un paio di “ciabattine”, vola di nuovo di ramo in ramo. Per la “Storia a lieto fine, conosceremo la principessa Enola, una stupenda mucca bionda salvata dal macello dall’etologa Cinzia Barillaro. Daremo il benvenuto a Cofi, Quitty e Tiffee, del gruppo cinofilo dell’Esercito, campioni dal naso finissimo. Enrica Bonaccorti ci aprirà le porte di casa e quelle del cuore, innamorato della cagnolotta Nina, una gran mangiona, che va pazza della pizza (bianca).  Per l’adozione live, non perdetevi l’incontro tra Olaf e le sue nuove amiche umane. Avrà certo una nuova chance anche Charliebo, la cinghialina che, pur avendo perduto la mamma, non ha perduto la gioia di vivere. Poi toccherà anche a Kimba, bellissimo cagnolone con una storia sfortunata alle spalle.

E’ tempo di chiamare in scena Lucky, il nostro cane cartoon dal pelo rossigno, che ci parlerà di un animale che è simbolo stesso della gioia di vivere: il colibrì.  L’avvocato della Leidaa, Maria Silvia D’Alessandro, risponderà a una domanda fondamentale per chi ama gli animali: come posso fare, se non sono più in grado di accudire il mio amico peloso?

Dalla parte degli animali”, attraverso la televisione, arriva nelle case di tutti gli italiani per promuovere le adozioni, combattere la vergognosa piaga del randagismo e diffondere tra gli italiani la cultura del possesso responsabile. Protagonisti del programma sono gli animali dei rifugi. Grazie alla vetrina televisiva, cani, gatti, e tanti altri animali, riescono a trovare il calore di una casa, l’amore di una famiglia e, in poche parole, il posto che meritano. E’ una trasmissione a cura di Carlo Gorla, per la regia di Fabio Villoresi, realizzata in collaborazione con la Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente (LEIDAA).

Il video promo della puntata del  30 maggio si può vedere al link https://www.youtube.com/watch?v=KPBmaycQ9tk.


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RANDAGISMO, COMMISSIONE CAMERA: LE COMPETENZE RESTANO AI SINDACI

Si allontana il rischio che la riforma degli enti locali, all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera, possa “annacquare” o addirittura cancellare le competenze dei sindaci nella lotta al randagismo, scardinando l’assetto creato dalla legge 281/1991. D’intesa con l’on. Roberto Pella, primo firmatario della pdl, capogruppo di FI in commissione Bilancio, vicepresidente vicario dell’ANCI e membro dell’Intergruppo, e con i relatori del provvedimento, l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, ha trovato un accordo per riformulare il testo, attualmente discusso dal comitato ristretto,  in modo da venire incontro alle preoccupazioni dei componenti l’Intergruppo e a quelle delle associazioni animaliste circa la temuta “deresponsabilizzazione” dei sindaci nella lotta al randagismo.

Peraltro la Ragioneria della Stato e il Dipartimento delle Finanze hanno osservato che la formulazione originaria della proposta, che attribuisce le competenze dei sindaci alle Regioni, individua nuove funzioni in capo agli enti sanitari senza quantificare gli oneri e senza indicare la relativa copertura finanziaria e che, in particolare, sul comma 4 (quello relativo alle competenze dei sindaci assegnate dalla l. 281/91) andrebbe acquisita una relazione tecnica che chiarisca anche l’impatto della norma sotto il profilo organizzativo e di conseguenza economico-finanziario. E’ quindi probabile che il quadro disegnato dalla legge 281, pur bisognosa di revisione, non sarà demolito, come si poteva temere.