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“GLI ANIMALI NON SONO COSE”, L’ON. BRAMBILLA LANCIA RACCOLTA DI FIRME A SOSTEGNO DELLA SUA PDL COSTITUZIONALE

“A molti sembrerà ovvio, ma per la politica e per il diritto non è così: gli animali sono esseri senzienti, non cose. Un’ottima occasione per ribadire il concetto e chiedere decisioni conseguenti è firmare online la petizione a sostegno della mia proposta di legge costituzionale (AC15) che riconosce gli animali come esseri senzienti”. Lo ha detto oggi, a Milano, l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e del Movimento animalista, durante la manifestazione “Gli animali non sono oggetti, ma i nostri affetti”, invitando i cittadini a firmare sui siti www.nelcuore.org oppure www.leidaa.info. “Il nostro sistema – spiega l’ex ministro – nega ancora qualsiasi soggettività all’animale e punisce debolmente, con pene inefficaci e troppe “scappatoie”, i reati compiuti a danno degli animali. Reati estremamente diffusi: i dati del Rapporto annuale sul maltrattamento animale, limitati per forza alla punta della punta dell’iceberg, cioè i casi scoperti e registrati dalle cronache, parlano di 750 gravi episodi di violenza nel 2017. E non è tutto: si ha la netta sensazione di un generale allentarsi della tensione nei confronti della protezione animale, alimentata dallo scioglimento del Corpo forestale dello Stato, delle polizie provinciali specializzate nella vigilanza venatoria, dalla “guerra” contro gli animali selvatici, dai ricorrenti attacchi ai piani di conservazione di specie protette come l’orso e il lupo. Una tendenza che questo governo, nonostante la buona volontà del ministro dell’Ambiente, non ha saputo o voluto invertire”.

“Anche per questa ragione – prosegue l’on. Brambilla – l’opinione pubblica deve dare un segnale. L’intervento sui codici è importante, ma non basta. Per superare di un balzo gli antichi pregiudizi e le loro conseguenze giuridiche, occorre che la nostra Costituzione riconosca gli animali come “esseri senzienti”, sulla scorta dell’art.13 del Trattato di Lisbona, e, aggiungo, metta la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi sullo stesso piano del “paesaggio e del patrimonio storico ed artistico della Nazione” (art.9 Cost.). Ciò che appunto prevede la mia proposta di legge costituzionale”.

“Sono fermamente convinta – continua – che adottare una soluzione più moderna nel definire lo status degli animali sia un obiettivo non più rinviabile: all’alba del XXI secolo non possono essere ancora considerati “cose”. Chi resta legato a quest’idea “strumentale” (un tempo, non dimentichiamolo, applicata anche a degli uomini, gli schiavi) respinge non soltanto le argomentazioni razionali che provano il contrario, ma nega qualsiasi peso a sentimenti come la compassione o la simpatia per gli animali o l’orrore che suscitano le sofferenze loro inflitte dall’uomo. La stessa dignità umana è in pericolo quando si mette in dubbio la dignità degli animali, perché i fondamenti di entrambe sono simili, se non gli stessi. Altri Paesi hanno già pensato agli animali: sono già menzionati nelle Costituzioni di Paesi europei come la Germania (2002), l’Austria (2005) e la Svizzera che alla loro “protezione” dedica un intero articolo e tutela – in relazione ad “animali, piante ed altri organismi” – anche la “dignità della creatura” minacciata dalle moderne tecniche di manipolazione genetica”.

“Il primo tentativo che ho fatto nella scorsa legislatura di approfittare della cosiddetta “fase costituente”, con l’AC 1748, si è infranto contro il “no” del governo e della maggioranza di allora. Naturalmente ho ripresentato il progetto, ora AC 15, e non arretro, forte del sostegno di una parte consistente dell’opinione pubblica e sempre più convinta che il riconoscimento di questo principio in Costituzione sia la “chiave” per inquadrare correttamente anche le nuove norme civili e penali sugli animali”.

La petizione si può firmare a questo link mentre il video di presentazione dell’iniziativa è visibile su YouTube all’indirizzo https://www. youtube.com/watch?v= UNFtbrnpbqA.


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A “DALLA PARTE DEGLI ANIMALI” IL VOLPINO CHE HA COMMOSSO L’ITALIA, LA FEDELTÀ DEI CANI DELL’AERONAUTICA, IL MICIO DI FELTRI E IL CANE DI CECCHI PAONE

Da tre anni vive fuori dall’ospedale che ha ricoverato il suo anziano proprietario e dal quale non è purtroppo più uscito: la storia del volpino che ha commosso l’Italia. Sette cuccioli di cane meticci, chiusi in una cassetta con del filo di ferro, scoperti per caso da un automobilista di passaggio e portati al più vicino rifugio. Di questo salvataggio speciale, una storia a lieto fine, si parlerà nella prossima puntata di “Dalla Parte degli Animali, la trasmissione ideata a condotta” dall’on. Michela Vittoria Brambilla, in onda domenica alle 10.50 su Rete4. Vedremo inoltre di quali prodezze sono capaci i cani del nucleo cinofilo dell’Aeronautica militare e assisteremo al giuramento di fedeltà ai propri cani pronunciato da questi meravigliosi militari.

Per la rubrica “L’amico famoso” incontreremo il giornalista e conduttore televisivo Alessandro Cecchi Paone con Nilo, il labrador di dodici anni che gli tiene sempre compagnia, e faremo la conoscenza di Ciccio, il bellissimo micione di Vittorio Feltri. Ascolteremo i consigli del veterinario Marino, preziosi per tutelare la salute dei nostri amici a quattro zampe: questa volta si parlerà di prevenzione.

Poi, come sempre ci sono i tanti, tantissimi animali abbandonati “in cerca di una nuova opportunità”, a cominciare da due simpaticissime “palle di pelo”, Jolie e Minou. Sono loro, i trovatelli, i veri protagonisti della trasmissione che, da una puntata all’altra, conferma d’aver conquistato il gradimento del pubblico. Oltre allo share, premiano il lavoro della redazione e l’impegno dei volontari le numerosissime telefonate e mail di persone che chiedono di adottare gli animali chiamando i numeri dei rifugi indicati in tv o scrivendo all’indirizzo portamiacasa@dallapartedeglianimali.it. Sono decine e decine finora i casi risolti positivamente, molti altri quelli in corso con ottime possibilità di andare in porto.

“Ogni trovatello in ogni canile d’Italia si merita tutto l’amore possibile”, afferma l’on. Brambilla. Perciò voglio ringraziare tutti i nostri affezionati telespettatori, che nelle ultime domeniche ci hanno dato la palma di trasmissione regina di ascolti, ma soprattutto quanti generosamente decidono di aprire agli animali abbandonati le porte della propria casa e del proprio cuore. Un investimento d’affetto che darà moltissimi frutti”.

Alla base di “Dalla parte degli animali” c’è un’intuizione semplice, diventata format vincente: avvalersi di un mezzo di comunicazione come la televisione, che arriva in tutte le case, per promuovere le adozioni, contrastare il randagismo e a diffondere la cultura del possesso responsabile. Il promo della quindicesima puntata è pubblicato su YouTube al link https://www.youtube.com/watch?v=4XzeEY2wZNg.

“Dalla parte degli animali” è un programma Videonews, a cura di Carlo Gorla e Lucia Bucolo, con la regia di Lorenzo Annunziata.


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“GLI ANIMALI NON SONO OGGETTI MA I NOSTRI AFFETTI”, FIRMA QUI LA PETIZIONE

Domenica 17 marzo alle 10:30 all’hotel Sheraton Diana Majestic (viale Piave 42) si svolgerà l’evento nazionale “Gli animali non sono oggetti ma i nostri affetti”. Parteciperà l’on. Michela Vittoria Brambilla con la Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e il Movimento Animalista.

Sul nostro sito è possibile firmare la petizione per chiedere di sostenere la proposta di legge costituzionale dell’on. Brambilla (AC 15) per l’inserimento degli animali in Costituzione cliccando a questo link.


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ADDIO A “VITA”, ON. BRAMBILLA: “DEDICATA A LEI LA NOSTRA BATTAGLIA CONTRO GREEN HILL”

““Vita” è morta, ma dopo aver vissuto anni felici con la sua famiglia umana. Non sapeva, non poteva sapere di essere diventata il simbolo della lotta vittoriosa contro la vergogna di Green Hill. Senza quell’immagine, quel “volo” tra le mani dei salvatori che ha fatto letteralmente il giro del mondo, mi sarebbe stato più difficile condurre in Parlamento la battaglia di tutto il fronte animalista perché fosse vietato, nel nostro Paese, allevare cani, gatti e primati destinati ai laboratori. Alla fine la mia proposta di legge è stata approvata e grazie a questo testo Green Hill, chiuso dalla Procura di Brescia, non riaprirà, né potranno riaprire simili fabbriche di morte. È una vittoria di cui sono orgogliosa, che oggi dedico volentieri alla memoria di “Vita”: ormai immemore dell’inferno dov’era nata, Vita continuerà a correre felice nel paradiso dei cani”. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla ricorda la cagnolina simbolo della campagna contro il canile-lager di Montichiari.


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“DALLA PARTE DEGLI ANIMALI” SI CONFERMA REGINA DEGLI ASCOLTI. ON. BRAMBILLA: “GRAZIE ALL’ITALIA DAL GRANDE CUORE ANIMALISTA”

Per due domeniche consecutive “Dalla parte degli animali” – la trasmissione ideata e condotta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, in onda alle 10,50 su Rete 4 – è stata ancora “regina degli ascolti”, la più seguita della rete Mediaset, ottenendo lo share più alto dell’intera giornata (compresa la programmazione serale) e con una media di contatti pari a 2 milioni di telespettatori a puntata. Un risultato straordinario con un trend di ascolti in costante crescita settimana dopo settimana.

“L’Italia – commenta l’on. Brambilla – è un paese animalista. Coloro che amano e rispettano gli animali sono la maggioranza, quindi mi aspettavo questi risultati. Ringrazio tutti i telespettatori che fedelmente ci seguono e i tantissimi che si offrono di adottare i trovatelli a quattro zampe presentati durante la trasmissione. Sono doppiamente felice, perché, non soltanto regaliamo loro il calore di una famiglia, ma diffondiamo un messaggio importantissimo di amore e rispetto per tutti gli animali”.

Il dato di ascolti premia una vera e propria novità nel panorama televisivo italiano: “Dalla parte degli animali”, giunta alla terza edizione, è la prima trasmissione che non si limita a parlare di animali ma cerca loro una casa. Si avvale di un mezzo potente come la televisione per dare impulso alle adozioni, contribuire a ridurre le ricadute negative del randagismo e a diffondere la cultura del possesso responsabile, oltre ad una nuova coscienza di amore e rispetto per tutti gli animali, indipendentemente dalla loro specie. L’autorevolezza di Michela Vittoria Brambilla, che non è solo una giornalista alla conduzione, ma direttamente interprete della difesa degli animali e dei loro diritti in Italia, nonché riferimento da decenni per il mondo delle onlus ambientaliste ed animaliste, ha certamente contribuito al successo della trasmissione. Una trasmissione che parla di amore, tra l’uomo e i nostri piccoli amici, raccontato dalla voce dei protagonisti delle tante storie di Dalla parte degli Animali”, che vedono protagonisti cani e gatti, ma anche cavalli, asinelli, pecore, caprette, maialini e persino un gallo. Del resto, sono centinaia di migliaia gli animali che nei rifugi italiani attendono solo una nuova chance e molti di più vivono una vita di sofferenze come randagi.

Da una cascina della Brianza, trasformata in studio, l’on. Brambilla presenta ad ogni puntata nuovi video di trovatelli, girati in tutto il Paese, introduce servizi sulle strutture che li ospitano e sui volontari che se ne prendono cura, li propone in adozione e consegna direttamente alle famiglie adottanti il nuovo amico: un buon esempio per chiunque voglia regalare una nuova possibilità a un quattrozampe sfortunato, perché “l’amore non si compra”, come spesso ricorda la paladina degli animali. Una formula vincente dato che la quasi totalità dei trovatelli fino ad oggi presentati ha trovato una nuova famiglia. I numerosi servizi che integrano le puntate sono occasioni per promuovere importanti messaggi animalisti: contro la caccia, le pellicce, gli allevamenti intensivi, la promozione di uno stile di vita Veg e la tutela di tutti gli animali. I cavalli, gli agnelli e i maialini proposti in adozione o presentati tra le braccia dei loro proprietari (molti vip) al pari degli animali da compagnia permettono a Michela Vittoria Brambilla di riaffermare una volta di più quella che é da sempre la sua filosofia: gli animali sono i nostri compagni, i nostri amici, e gli amici non si mangiano. Dalla parte degli Animali anche il titolo dell’ultimo libro di Michela Vittoria Brambilla (Mondadori) in cui sono raccolte le storie più commoventi presentate nella trasmissione e raccontate in prima persona dai protagonisti a 4 zampe.

Dalla parte degli Animali è un programma a cura di Carlo Gorla e Lucia Bucolo, con la regia di Lorenzo Annunziata, in collaborazione con la Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente (LEIDAA).


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“BASTA CON LE GABBIE NEGLI ALLEVAMENTI”, LEIDAA A SOSTEGNO DI #ENDTHECAGEAGE

Non solo i banchetti aperti il 9 e 10 marzo nelle principali città italiane. Continua anche online, sul sito www.leidaa.info la campagna della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente per raccogliere firme a sostegno nell’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) che chiede alla Commissione europea di mettere fuori legge le gabbie negli allevamenti. “Non perdete quest’occasione – invita l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’associazione – per far sentire la vostra voce”.

“Nell’Unione europea – sottolinea l’ex ministro parlando in Senato durante l’incontro con i promotori della campagna – l’Italia è uno dei Paesi che alleva in gabbia il maggior numero di animali: circa 46 milioni tra scrofe, galline, conigli, quaglie vivono una vita-non vita negli allevamenti intensivi, senza poter soddisfare le normali esigenze etologiche della loro specie. A questo mondo di sofferenza noi vogliamo porre fine. E quando dico noi mi riferisco non soltanto agli attivisti delle associazioni impegnate nella campagna, oltre 140 a livello europeo di cui 20 in Italia, ma a molti membri del Parlamento. Siamo anche consapevoli, per com’è strutturato il mercato, che una rivoluzione del genere può dispiegarsi solo a livello continentale. Di qui l’importanza dell’Iniziativa europea dei cittadini, che porta la battaglia sul terreno giusto. Di qui la mobilitazione, oserei dire di proporzioni mai viste, di così tante associazioni, che condividono il medesimo obiettivo pur partendo da presupposti diversi. L’adesione della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, per esempio, non attenua affatto il nostro impegno per la promozione della dieta vegetariana e vegana ad ogni livello, oggetto di due pdl a mia firma: ci possono essere allevamenti migliori, ma ridurre il consumo di carne è senza dubbio la migliore risposta”.

“Mobilitarsi per la tutela degli animali con un approccio pragmatico – prosegue la parlamentare di FI – significa aggredire il problema da più parti, significa puntare al risultato parlando di molte cose: di etichettatura secondo il metodo di allevamento, delle ore e delle condizioni di trasporto degli animali, di sorveglianza nei macelli, di lotta all’antibiotico-resistenza. Argomenti, come si vede, per lo più di competenza comunitaria. Oggi però, e fino al settembre prossimo quando la campagna “End the cage age” si concluderà, la nostra attenzione è e resterà concentrata sulle gabbie, sull’inutile sofferenza che esse generano. Perciò invito tutte le persone sensibili ad approfittare di questa occasione per far sentire la propria voce, con la propria firma”.

(Michela Vittoria Brambilla con il direttore generale di Ciwf International Philip Limbery)


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MURATELLA, ASSOCIAZIONI A RAGGI: “SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITÀ”

Un cane morto senza ricevere le dovute cure e condizioni igienico-sanitarie a dir poco precarie segnalate da cittadini e volontari. Le Associazioni scrivono alla Sindaca Raggi ricordando che la responsabilità del benessere e della salute degli animali è del Comune di Roma, in quanto proprietario degli animali.

Puzzola era un cane giovane, di appena 3 anni, entrato al canile sanitario della Muratella il 10 febbraio e morto solo una settimana dopo a causa di una gastroenterite virale. Una morte che molto probabilmente si poteva evitare se il meticcio fosse stato ricoverato presso un’adeguata struttura veterinaria con assistenza h24 e le dovute cure.

Questo drammatico caso ha fatto tornare alla luce le pessime condizioni igienico-sanitarie della struttura pubblica gestita dalla ASL, denunciate nei giorni scorsi anche da alcuni consiglieri comunali di opposizione. Sull’argomento è intervenuto il Presidente della Commissione Ambiente, Daniele Diaco, affermando che l’unico soggetto competente per le carenze di carattere sanitario all’interno del canile è la ASL.

A tal proposito, le associazioni Animalisti Italiani, ENPA, LAV, LEAL, LEIDAA, LNDC e OIPA hanno scritto una lettera alla Sindaca Virginia Raggi ricordandole che il Comune di Roma è il proprietario degli animali ricoverati presso la struttura e quindi il principale responsabile del loro benessere e della loro salute. Il Comune è pertanto tenuto a vigilare sulle condizioni di detenzione e sulle cure prestate ai cani e gatti di sua proprietà.

Infine, le Associazioni hanno fatto presente la necessità di verificare il potenziale conflitto di interessi di uno dei veterinari ASL che è anche socio della clinica veterinaria privata a cui vengono portati gli animali del Comune per tutti quegli interventi e/o esami diagnostici che non è possibile effettuare nella struttura pubblica.

“Ci aspettiamo che il Comune di Roma si assuma le proprie responsabilità e si attivi immediatamente per risolvere le gravi carenze del canile sanitario e del rifugio comunale al fine di tutelare al meglio la salute e il benessere degli animali che vi sono ospitati”, concludono le Associazioni.


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PIANO LUPO, COSTA: “NO AGLI ABBATTIMENTI, SÌ A INIZIATIVE DI MITIGAZIONE”

“Il piano lupo è pronto per essere consegnato alla Conferenza Stato-Regioni, esclude gli abbattimenti e prevede 23 azioni di gestione, compresa – ed è una rilevante novità – la sperimentazione di iniziative di mitigazione a livello microterritoriale”. Lo ha detto a Montecitorio il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervenendo mercoledì ad un’affollatissima riunione dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, presieduto dall’on. Michela Vittoria Brambilla, sui temi della tutela dei grandi carnivori e della lotta al bracconaggio.

“Il piano lupo – spiega Costa – ha come obiettivo la protezione della specie e quindi esclude in linea di principio gli abbattimenti. Prevede invece 23 azioni, in gran parte mutuate dal piano che non passò nell’”ultimo miglio” della scorsa legislatura. Dopo aver incontrato e ascoltato i rappresentanti dei territori, in particolare delle Province autonome di Trento e Bolzano, ho integrato il piano con la proposta di sperimentare, dove se ne manifesterà l’esigenza, particolari azioni di mitigazione”.

“All’attività del lupo – sostiene il ministro – sono attribuiti più danni di quelli che effettivamente produce. Di qui la particolare attenzione riservata al problema degli ibridi e alla sterilizzazione come opportuno strumento di intervento, anche se sugli ibridi la competenza è in capo alle autorità sanitarie”.

Costa ha infine ricordato che la lotta al bracconaggio è materia contenuta nel contratto di governo ed ha convenuto con l’on. Brambilla sulla necessità di trasformare in delitti i reati contro le specie e gli habitat protetti, attualmente di tipo contravvenzionale. “Il che consentirebbe – specifica – di intensificare in qualità e quantità la repressione di reati che ormai hanno quasi sempre forma associativa e organizzata”.

“Ringrazio il ministro Costa per il suo intervento – conclude l’on. Brambilla – di cui condivido appieno l’impostazione. Mi auguro che sia presto approvato il piano lupo, ovviamente senza abbattimenti e con le azioni proposte, e che l’intergruppo possa collaborare con il governo per arrivare rapidamente a definire norme più severe ed incisive contro la piaga del bracconaggio”.

La prossima settimana l’Intergruppo per i diritti degli animali ascolterà il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli sull’utilizzo degli animali nei circhi.


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NELLA TOMBA COI PET, ON. BRAMBILLA: “BENE LA LOMBARDIA, ORA APPROVARE LA MIA PROPOSTA DI LEGGE NAZIONALE”

Il via libera del consiglio regionale della Lombardia alla sepoltura degli animali d’affezione, cani e gatti, nello stesso loculo dell’amico umano è “un’ottima notizia che spero apra la strada all’approvazione della proposta di legge nazionale che ho depositato l’estate scorsa e che prevede anche la sepoltura dei resti degli animali d’affezione nella tomba del proprietario. Il testo disciplina, in generale, la materia dei cimiteri, dei servizi di cremazione e di sepoltura dei nostri amici a quattro zampe”. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente commenta il voto di oggi al Pirellone su una proposta presentata da FI.

“Milioni di italiani – spiega – considerano gli animali d’affezione come membri della famiglia. Di qui l’esigenza di individuare luoghi dove ricordarli o di dare la possibilità di condividere con loro, dopo la vita, l’eterno riposo. Sono certa che questa soluzione, già prevista in alcuni paesi, sarebbe assai gradita ai tantissimi che convivono con amici a quattrozampe. L’amore e la fedeltà superano anche il limite della morte”.

“Attualmente – aggiunge l’ex ministro – non esiste una legge nazionale, esistono solo delle linee guida del ministero della Salute, diffuse nel 2013, per l’applicazione di un regolamento europeo del 2009 che disciplina lo smaltimento dei sottoprodotti di origine animale. Le linee guida consentono il sotterramento degli animali da compagnia in terreni privati o in cimiteri per animali secondo i criteri fissati con provvedimento di ciascuna Regione o Provincia autonoma. Non tutte le Regioni hanno provveduto ad emanare una regolamentazione ad hoc. Di fatto quella che propongo è una modifica alla legge-quadro sugli animali d’affezione (281/91) per dare regole uniformi sulla sepoltura degli animali, sulla realizzazione di cimiteri per animali, sui servizi di cremazione. Oltre a disciplinare la sepoltura degli amici a quattrozampe, per esempio, nei giardini privati – sottolinea – la proposta prevede, come in Lombardia, anche la possibilità di seppellire, previa cremazione e in urna separata, i resti degli animali d’affezione nella tomba del proprietario, nel loculo, nella sepoltura di famiglia, per volontà del defunto o su richiesta degli eredi: un modo per perpetuare il ricordo di un profondo legame affettivo”.


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LA SOFFERENZA NON VA DI MODA”, CONTRO LE PELLICCE L’APPELLO E IL VIDEO DELL’ON. BRAMBILLA. PROPOSTA DI LEGGE PER VIETARE GLI ALLEVAMENTI E IL COMMERCIO

Duplice appello dell’on, Michela Vittoria Brambilla, in occasione della “settimana della moda”, contro le pellicce: alle signore, “perché non si vestano di cadaveri” e al Parlamento, perché approvi finalmente la proposta di legge, a firma Brambilla, per vietare l’allevamento di animali da pelliccia, seguendo l’esempio di 18 tra Regioni e Paesi europei che l’hanno già fatto e recependo i segnali che vengono dalla società e dall’interno stesso del “sistema moda”.

Il messaggio della campagna è veicolato in un video che la paladina degli animali ha girato con dei cincillà, animali tradizionalmente allevati (non più in Italia) per ricavarne pellicce. “C’è un solo modo – dice nella clip l’on. Brambilla – per avere addosso la soffice pelliccia dei cincillà: riempirli di coccole. Signore, non vestitevi di cadaveri!”. (Il video spot della campagna è scaricabile al link https://drive.google.com/open?id=1pC-2jZBsEQeuCYCaEUoRPb7JCIszd5DG e visionabile sul canale YouTube dell’associazione al link https://m.youtube.com/watch?v=bn9IZjIIsIE).

“Il Parlamento dovrebbe voltar pagina sulle pellicce invece di insabbiare la mia proposta di legge in materia”, afferma, intervenendo all’evento “La sofferenza non va di moda”, la presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente. “Sono ormai molti – prosegue – e di assoluto prestigio, i marchi e le case di moda che hanno detto no alle pellicce (da ultimo Chicco, Gaultier, Furla, Versace, Gucci, Armani) e ben 18 le regioni o i paesi europei che hanno deciso di bandire, del tutto o parzialmente, o di eliminare gradualmente l’allevamento di animali da pelliccia. Hanno cioè avuto il coraggio di mettere da parte interessi economici anche rilevanti (l’Olanda, ora proibizionista, era uno dei maggiori produttori europei) e di optare per una “moda etica”. Esattamente ciò che chiede la stragrande maggioranza degli italiani (l’86,3 per cento secondo l’ultimo rapporto Eurispes che ha affrontato il tema, nel 2016).

Esattamente – ricorda la parlamentare di Fi – ciò che chiede la mia proposta di legge ridepositata all’inizio anche di questa legislatura con il numero 99: “Divieto di allevamento, cattura e uccisione di animali per la produzione di pellicce”. “La pelliccia – aggiunge l’ex ministro in conferenza stampa – è un indumento non .più funzionale, superato dal progresso tecnologico, bandito dal bon ton e, per dirla tutta, piuttosto volgare: non ha nulla a che fare con la bellezza e con l’eleganza.

Anzi, è incredibile che in nome del lucro, del capriccio e della vanità, milioni di animali debbano ancora soffrire nelle gabbie degli allevamenti o siano strappati al loro ambiente naturale, e uccisi. Della pelliccia si può e si deve fare a meno”. La proposta di legge Brambilla prevede la dismissione degli allevamenti esistenti, l’affidamento degli animali ad associazioni protezionistiche o, se possibile, la loro reimmissione in natura, l’estensione delle fattispecie di reato previste dall’articolo 544 bis (uccisione di animali “per crudeltà o senza necessità”) del Titolo IX-bis del codice penale alle attività di allevamento, cattura e uccisione di animali per la principale finalità di utilizzarne la pelliccia.

Inoltre, in aggiunta alle pene già stabilite per la violazione dell’articolo 544 bis del codice penale, ovvero la reclusione da quattro mesi a due anni, la proposta di legge prevede che chiunque allevi animali con la finalità di commercializzarne le pellicce o produca, commercializzi a qualunque titolo pellicce ricavate da animali allevati, catturati o uccisi in Italia sia punito con l’ammenda da euro 1.000 a euro 5.000 per ciascun animale. Ne conseguono la confisca degli animali vivi e la distruzione del materiale di origine animale prodotto in violazione della legge.