Lecco, Michela Brambilla politica e imprenditrice italiana, dal 12 maggio 2008 sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al turismo nel IV Governo Berlusconi; nominata l'8 maggio 2009 Ministro del Turismo. 2010-05-08 ©  Cristian Castelnuovo / Massimo Sestini

CACCIA, ON. BRAMBILLA: TORNA L’”IGNOBILE STRAGE”, CON IL SOSTEGNO DELLE REGIONI

Torna l'”ignobile strage”. Da domani, tra le solite forzature filovenatorie delle Regioni, prende avvio la stagione di caccia: da una parte i cacciatori con armi sempre più potenti, dall’altra gli inermi animali selvatici. Uno scontro impari, che costerà la vita a milioni di esseri innocenti e presumibilmente, se andrà come negli anni scorsi, a chissà quante persone, alcune del tutto estranee a questo barbaro divertimento. Lo ricorda l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente.

“Da molti anni – ricorda l’ex ministro – assistiamo ad un paradosso: diminuiscono i cacciatori, la caccia resta impopolare, eppure le Regioni fanno a gara nello sfidare, di volta in volta, le norme europee, quelle nazionali, le prescrizioni dell’Ispra. Il tutto sotto gli occhi più o meno benevoli dei vari governi. Quest’anno, nonostante la commissione europea abbia chiesto di eliminare dai calendari venatori varie specie di uccelli seriamente minacciate o comunque in condizioni sfavorevoli di conservazione (pavoncella, moriglione, tortora selvatica, tordo sassello, pernice bianca), la stragrande maggioranza delle Regioni le considera ancora cacciabili. E ancora si autorizza la cattura dei piccoli uccelli migratori per farne richiami vivi, nonostante le numerosissime condanne dei giudici italiani ed europei. Poi c’è la caccia “grossa”, ci sono le “braccate” ai cinghiali, pericolosissime ma legali. Non dimentichiamo che lo scorso anno, in ambito venatorio, hanno perduto la vita 13 persone (due non erano cacciatori) e 50 sono state ferite. Boschi e campagne saranno per mesi ostaggio delle doppiette, che non sono tenute a rispettare neppure i confini dei fondi privati. Non c’è dubbio: ci vogliono – conclude l’on. Brambilla – nuove e più rigorose leggi a tutela della fauna selvatica, come quelle da me proposte al Parlamento, in attesa che questa pratica crudele e anacronistica, la caccia, sia abolita”.


On. Brambilla

CANE UCCISO A BADILATE, ON. BRAMBILLA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA: A QUANDO PENE PIÙ SEVERE?

“Quali azioni intende intraprendere il ministro della Giustizia per promuovere una legislazione penale più severa ed effettivamente deterrente a carico di quanti si macchiano di questi ripugnanti reati”. Lo chiede in un’interrogazione l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e del Movimento animalista, in relazione alla notizia, riportata dalla stampa locale e da alcuni media nazionale, della brutale uccisione di una cucciola di cane da parte di un pensionato di Partinico (Palermo).

In base ad una prima ricostruzione dei fatti, sottolinea l’ex ministro, “l’uomo avrebbe ferito a morte l’animale a colpi di badile, poi ne avrebbe cosparso di benzina il corpo con l’obiettivo di finirlo e di eliminare le prove. L’intento sarebbe stato sventato da un vicino, che avrebbe colto in flagrante il pensionato documentando fotograficamente le sevizie. Grazie all’intervento del testimone, la cagnolina è stata sottratta al suo aguzzino e affidata alle cure di una clinica veterinaria, dove è morta per le lesioni riportate”. La vicenda, sulla quale indagano i carabinieri di Partinico, “ha suscitato indignazione tra la popolazione locale e sui social network”.

L’on. Brambilla ricorda che “in tutto il territorio nazionale, ma soprattutto nelle aree del Mezzogiorno dove il randagismo è “un’emergenza permanente”, si moltiplicano gli episodi di violenza e crudeltà a danno degli animali e che le sanzioni penali per maltrattamento e uccisione di animali non appaiono “commisurate alla gravità dei fatti e non hanno effetto deterrente”. Anche per questo l’on. Brambilla ha presentato in materia un’articolata proposta di legge (AC335) che corrisponde con correzioni all’AC 3005 della scorsa legislatura e introduce una serie di modifiche al codice penale e al codice di procedura penale oltre a disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali. In sedici articoli, tra l’altro, sono aumentate rispettivamente fino a cinque e sei anni le pene per il maltrattamento e l’uccisione di animali, diventano “delitti” in senso tecnico le condotte di detenzione in condizioni “insopportabili” o “incompatibili con la natura dell’animale”, quella dell’abbandono e, come nuovo comma del 544 bis, l’uccisione di esemplari di specie protette.


On. Brambilla

ORDINANZA ANTI-PIPÌ DEI CANI AD ANCONA, ON. BRAMBILLA: “BUON SENSO PER INDIVIDUARE LE VERE PRIORITÀ”

“Noi siamo e saremo sempre contro il degrado, in tutte le sue forme. Proprio per questo diciamo che ci vuole buon senso per individuare le vere priorità”. Lo scrive l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e del Movimento animalista, in un messaggio agli organizzatori della manifestazione contro l’ordinanza del Comune di Ancona sulle deiezioni canine.

Un provvedimento contestato dai proprietari di animali, perché, spiega l’ex ministro, “le nuove disposizioni non solo impongono obblighi troppo gravosi, soprattutto ai più anziani, ma appaiono frutto di un curioso disturbo cognitivo: forse che ad Ancona – chiede l’on. Brambilla – non ci sono monumenti in pericolo da salvaguardare o restaurare, non ci sono immondizie, bivacchi e siringhe, non ci sono fogne a cielo aperto vicino alle spiagge, discariche abusive, aree dove spadroneggiano e schiamazzano ubriachi o peggio, non ci sono luoghi pubblici o aperti al pubblico dove sporcano gli uomini più che i cani?”.

“Noi proprietari di animali – conclude – dobbiamo essere rispettosi delle più elementari norme igieniche, e sono certa che sia così. Ma gli amministratori di Ancona non possono prendere in giro i cittadini e lasciar credere che il degrado dipenda dai cani e che si combatta davvero con un’ordinanza di questo genere. Al contrario, dovrebbero rendere la vita più semplice ai tanti proprietari di quattro zampe che li hanno eletti”.


On. Brambilla

ORSO M49, ON. BRAMBILLA: “CERCANO SCUSE PER ABBATTERLO

“Ai tanti errori tecnici e politici già accumulati, la Provincia di Trento non aggiunga un crimine: quello di approfittare delle circostanze create – un animale selvatico braccato, circondato e spaventato – per abbattere M49, dopo averlo messo all’angolo, con la scusa che potrebbe aggredire le persone. M49 non è un ergastolano in fuga, il Governatore Fugatti non è lo sceriffo e le valli del Trentino non sono il set di un western”. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e del Movimento animalista, commenta la “caccia al plantigrado” nei boschi sopra Pergine.

“Se qualche grilletto facile – aggiunge l’ex ministro – pensa di aver trovato copertura nella sentenza resa nota ieri dalla Corte costituzionale, si sbaglia di grosso. La sentenza riguarda solo il riparto delle competenze tra Stato e Province autonome, non i casi concreti, per i quali, anzi, è ribadita la necessità di seguire scrupolosamente le procedure, applicando in via preventiva metodi non cruenti e raccogliendo il parere dell’ISPRA. L’uccisione di M49 sarebbe illegale. Poi c’è l’aspetto politico: abbattere M49 vuol dire sfidare l’opinione pubblica italiana, assolutamente contraria alla “guerra” contro gli animali selvatici (orsi e lupi in primis) e alle campagne d’odio e di paura orchestrate da portatori di legittimi interessi economici che possono trovare soddisfazione anche senza la pelle dell’orso”.


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CANI IMPICCATI A BUDONI (NUORO), ON. BRAMBILLA: “SERVONO PENE PIÙ SEVERE”

“Anche in questa legislatura, come nelle precedenti, mi sto battendo per inasprire le pene per chi maltratta e uccide gli animali: la commissione Giustizia della Camera esamini e approvi al più presto la mia proposta di legge”. Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente e del Movimento animalista, commentando la barbara uccisione per impiccagione di due cani meticci da parte di due allevatori di 31 e 35 anni, che hanno giustificato la violenta esecuzione con la vendetta, dal momento che uno dei due cani avrebbe azzannato un agnello di loro proprietà. “Si tratta di un gesto talmente ignobile – prosegue l’ex ministro del Turismo – da non lasciare spazio in un primo momento alla rabbia ma solo allo sconforto e allo sgomento nel pensare come due esseri umani – mi rincresce chiamarli così – siano potuti arrivare a un tale livello di barbarie e mancanza di rispetto per la vita. L’indignazione che, per forza di cose, ne consegue deve spingerci a fare fatti concreti. La politica non capisce, o fa finta di non capire, che gli animali vanno tutelati come esseri senzienti e che quindi dev’essere severamente punito, deve andare effettivamente in carcere e restarci per tutto il tempo necessario, chi maltratta e uccide, con crudeltà e senza necessità, i nostri fratelli più piccoli e senza voce. Questo chiedeva una mia proposta di legge già presentata nella scorsa legislatura, in cui aveva mosso i primissimi passi solo quando ormai non c’era più tempo, che ho ripresentato anche in quella attuale e per la quale chiedo la massima attenzione da parte di tutte le forze parlamentari: gli animali non possono mai più essere considerati argomento di serie B”.


On. Brambilla

ORSO M49, ON.BRAMBILLA: “DALLA PARTE DELL’ORSO E DELLA LIBERTÀ. BATTAGLIA LEGALE CONTRO CHIUNQUE LO TOCCHI”

“Corri e sàlvati M49, e grazie per aver dimostrato con la tua fuga, una volta di più, l’imperizia e il dilettantismo di chi ha dichiarato guerra a te e a tutti i tuoi simili. Noi stiamo dalla parte dell’orso e della libertà”. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e del Movimento animalista, commenta la notizia della cattura e dell’evasione dell’animale dalla struttura di Casteller che gli era stata assegnata quale prigione.

Spiega l’ex ministro: “La Provincia di Trento, che della caccia all’orso sembra aver fatto una ragione di vita, ha accumulato una montagna di fallimenti da quando è stato realizzato il programma di ripopolamento degli orsi. Il più macroscopico è l’incapacità di garantire la convivenza con la popolazione, ma nessuno può dimenticare il fatale tentativo di catturare l’orsa Daniza. Nel caso di M49 si è preteso di rimuovere un orso che non aveva mai attaccato gli esseri umani, che anzi è considerato non aggressivo ed evita l’uomo, ma che è riuscito ad evadere da una struttura presentata dall’amministrazione come ultrasicura e che, oltretutto, è stato privato, colpo di genio, del radiocollare. Il proclama del Governatore Fugatti, che ora minaccia di abbattere l’orso, nonostante la diffida del ministero dell’Ambiente e di tutte le associazioni animaliste (compresa la nostra), ha tutto il sapore di una meschina vendetta, per tentare di occultare l’ennesima figuraccia. L’ordine di abbattimento di M49 emanato dal presidente della Provincia di Trento è vergognoso e privo di qualsiasi fondamento giuridico. La Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e il Movimento Animalista che presiedo daranno dura battaglia, non solo contro Fugatti ma contro chiunque dovesse, in qualsiasi modo, rendersi responsabile della morte di M49: un crimine, non ci sarebbe altra parola”.


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UNA STORIA A LIETO FINE: TROVA CASA GIULIA, LA CAGNOLINA SALVATA DA LEIDAA

https://www.youtube.com/watch?v=UtJZpDF70wEQuando l’hanno recuperata i volontari della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, sezione di Cosenza, era una cagnolina senza nome, con gravi ustioni al collo e alle zampe e un occhio perduto, a causa della sostanza corrosiva che individui senza scrupoli le avevano gettato addosso. Oggi si chiama Giulia. Non solo è quasi del tutto guarita, ma ha trovato anche una nuova famiglia con cui trascorrere il resto della vita. Ieri sera alle 18, infatti, Giulia è arrivata a Linate, accompagnata dal tesoriere della LEIDAA Milano Riccardo Sculco, su un aereo in arrivo da Lamezia Terme. Ad attenderla la sua nuova “mamma”: Simona Partisani, insieme con il marito e le loro tre figlie.

“Quando abbiamo trovato Giulia – ricorda Gisella Grande, presidente della sezione LEIDAA di Cosenza – lo scorso 11 maggio nelle campagne di Santa Caterina Albanese, ci siamo trovati di fronte a un esserino in condizioni drammatiche, con il corpo completamente coperto da ustioni di terzo grado. Portata d’urgenza in una clinica del capoluogo, è passata attraverso a un lungo percorso di cure che l’ha portata a curare le proprie ferite e alle rimozione dell’occhio sinistro: oggi il suo pelo sta ricrescendo quasi normale e la sua salute sta migliorando giorno dopo giorno. Ma la cosa incredibile è la gioia di vivere che ti dimostra: nonostante il dolore che ha passato, è dolce, si fida dell’uomo ed è grata per qualsiasi piccolo gesto fai per lei. Sono tredici chili di pura bontà. Oltre a Simona e alla sua famiglia, che hanno fatto una fantastica adozione del cuore, voglio ringraziare la nostra LEIDAA nazionale che ci è stata vicina e ha sostenuto i costi delle cure di Giulia. In mezzo a tanta gioia resta l’amaro in bocca, perché, nonostante la mia denuncia contro ignoti e le indagini delle forze dell’ordine, non sono ancora stati individuati i responsabili”.

Ad effettuare il preaffido è stata la presidente della sezione della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente di Milano, Daniela Lazzaroni. “Quando Simona si è messa in contatto con noi dopo aver letto l’annuncio di adozione del cuore di Gisella – dice – è stata per tutti una grande emozione. Sono stata molto felice di recarmi a casa loro e di conoscere la loro stupenda famiglia. Sono certa che Giulia si ambienterà prestissimo e vivrà benissimo”. Ieri Simona è riuscita a stento a trattenere le lacrime: “Quando sono venuta a conoscenza di Giulia grazie al link giratomi da un’amica ci siamo letteralmente innamorati e prenderla in braccio, ieri sera, è stata un’emozione incontenibile. Sono certo starà benissimo con noi, con le nostre figlie e con gli altri nostri due ‘bimbi’ pelosi, entrambi con un passato da randagi, uno adottato in Sardegna e l’altro nel Salento”.

“Quella di Giulia – conclude l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente nazionale della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente – è una delle tante storie di malvagità in cui la nostra associazione si imbatte quasi ogni giorno. Purtroppo, nonostante l’impegno dei volontari, che non lesinano il proprio tempo, le proprie energie e anzi dedicano l’intera vita alla difesa degli animali, non tutte le storie hanno lo stesso lieto fine. Ecco perché, in parlamento, conduco da anni una battaglia perché siano inasprite le pene per chi maltratta e uccide gli animali: chi si macchia di questi reati deve andare in galera, senza scappatoie. Inoltre, con LEIDAA, siamo impegnati in un’opera di sensibilizzazione delle istituzioni pubbliche sul tema del randagismo che – purtroppo – in Italia è ancora oggi endemico, con milioni fra cani e gatti costretti a vivere nelle strade delle nostre città, flagellati da fame e intemperie. Il randagismo è una vergogna che genera sempre nuovi e più gravi abusi: siamo determinati a combatterlo fino in fondo. Per fare veri progressi contro quest’orribile piaga occorre sensibilizzare i proprietari, “inchiodare” alle proprie responsabilità i soggetti indicati dalla legge 281, Comuni e Aziende sanitarie, e coinvolgere, in uno spirito di leale collaborazione, le associazioni e i volontari che generosamente si spendono per tutelare gli animali. Il randagismo è un problema di tutta la società e tutti devono farsene carico. Solo così c’è speranza che le cose cambino”.


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BOTTICELLE, BRAMBILLA-ZANELLA (FI): “VIA I CAVALLI DAL TRAFFICO CITTADINO, GRANDE PASSO AVANTI E NOSTRA VITTORIA”

“Mai più carrozzelle nel traffico cittadino. E’ una nostra vittoria nella pluridecennale battaglia contro il crudele sfruttamento dei cavalli in nome di tradizioni anacronistiche ed irrispettose dei diritti degli animali”.

Così, in una nota congiunta, le deputate di Fi Michela Vittoria Brambilla e Federica Zanella, commentano il voto odierno nella commissione Trasporti della Camera che, accogliendo la riscrittura dell’art.70 del codice stradale da loro proposta, cancella e il servizio di piazza a trazione animale e mantiene la sola eccezione per le slitte, nei parchi pubblici e in occasione di manifestazioni popolari. “Si tratta – spiegano in una nota le parlamentari entrambe aderenti a l’“Intergruppo per i diritti degli animali” presieduto dalla stessa ex ministro Brambilla – di un risultato davvero importante, che salverà la vita di tanti cavalli che non soffriranno più nel traffico delle città, trascinando carrozze cariche di turisti per poi accasciarsi al suolo e in tanti casi perdere anche la vita, come è successo ad esempio a Roma o a Palermo. Immagini indelebili che hanno toccato il cuore di tutti coloro che amano gli animali, così come hanno segnato negativamente l’immagine del nostro paese all’estero. Una grande Italia rispetta gli animali, consapevole anche di rappresentare un faro nel mondo. Pertanto siamo felici del risultato di oggi”.

“Certamente avremmo voluto – spiegano – l’abrogazione dell’art.70 del codice strada senza eccezioni, e quindi la fine di tutti i servizi di piazza a trazione animale, ma la politica è l’arte del possibile e questo è il frutto di una mediazione con la maggioranza gialloverde che non voleva la cancellazione totale della trazione animale”. Bilancio positivo dunque: se la riforma arriverà in porto, carrozzelle e botticelle trainate da cavalli non potranno più circolare sulle strade urbane.

“Che una modifica legislativa sia necessaria – argomentano Brambilla e Zanella – è dimostrato abbondantemente proprio dal caso di Roma, non perché gli amministratori comunali non dispongano già ora dei poteri per ritirare le licenze in caso di inadempienza o per rimetterle in discussione o per limitare il servizio sulla base di una scelta politica, ma perché dei poteri occorre sapersi e volersi avvalere. In campagna elettorale – ricordano – Virginia Raggi aveva promesso di fermare le botticelle: dopo tre anni di guida a 5s, le botticelle circolano ancora indisturbate. Perfino l’ordinanza che vieta di utilizzare i cavalli quando la temperatura supera un certo limite, già prevista da altri sindaci, è arrivata tardi ed è stata scritta così male da incappare nella sospensiva del Tar”.

“Il testo votato dalla commissione Trasporti – concludono le due deputate – apre la strada ad una soluzione, valida per tutte le città italiane dove ancora esiste quest’anacronistica usanza: i cavalli non dovranno più soffrire e morire, sotto qualsiasi clima, nel caos del traffico cittadino, a Roma, Firenze, Palermo e in tutto il resto del nostro bel paese”.


On. Brambilla

ORSO M49, ON. BRAMBILLA: “PRESIDENTE TRENTINO FACCIA DIETROFRONT SU CATTURA E RECLUSIONE”

“Quella del presidente della provincia Maurizio Fugatti, che dispone la cattura dell’orso M49 per tenerlo in cattività per sempre, è una decisione inaccettabile, contro la quale combatteremo senza sosta”. A dirlo è Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente e del Movimento animalista. “Si tratta anzitutto – ha aggiunto Brambilla – di una decisione illegittima dal momento che, come ha avuto modo di ribadire il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, la cattura di un plantigrado non può avvenire senza una deliberazione del prefetto per motivi di sicurezza pubblica o dopo una precisa analisi dell’Ispra, il cui ruolo è fondamentale”. “Nel caso di M49 – prosegue l’ex ministro del Turismo – non siamo certo di fronte a un animale pericoloso per l’incolumità pubblica, visto che non si è mai reso protagonista di episodi di avvicinamento o attacchi a persone. Il fatto che in passato sia stato solo “dannoso” per attività economiche come allevamenti, apiari o frutteti non giustifica in alcun modo la scelta di rinchiuderlo a vita in un recinto! Il bosco è la casa degli orsi e di tutti gli esseri viventi: noi siamo ospiti come loro di questa ‘Arca planetaria’ e rispettare la loro libertà è pertanto un dovere morale”.


Consegna Modena

“INSIEME PER I NOSTRI AMICI MENO FORTUNATI”, ULTIMA TAPPA A MODENA: LEIDAA REGALA QUINTALI DI CROCCHETTE AI RANDAGI DELL’EMILIA-ROMAGNA

Non solo Sud: il randagismo è un problema di tutto il Paese. Perciò si è conclusa con una consegna a Modena l’iniziativa “Insieme per i nostri amici meno fortunati”: la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, fondata e presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, regala centomila pasti all’anno da destinare ai cani e gatti randagi d’Italia, grazie ad un accordo siglato con la catena di supermercati Lidl. Il carico per le Regioni settentrionali è di oltre 150 quintali, consegnato in parte a San Giuliano Milanese e in parte nel capoluogo emiliano.

Nel complesso LEIDAA ha donato circa 50 tonnellate in crocchette per cani e per gatti alle associazioni e ai volontari più bisognosi, individuati su tutto il territorio nazionale. “Così sconfiggiamo la fame – afferma l’ex ministro – ma per battere il randagismo e gli abusi che a questo fenomeno sono connessi, dobbiamo prevenire gli abbandoni e la riproduzione incontrollata. Occorre una svolta, con il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti indicati dalla legge 281, Regioni, Comuni, aziende sanitarie, proprietari”.

“L’accordo – aggiunge l’ex ministro Brambilla – ci consente di intervenire efficacemente con aiuti “in natura” laddove l’emergenza è più forte e sentita. Abbiamo cominciato dal Sud, da quelli che sono veri e propri “territori di frontiera” e concludiamo al Nord, dove, contrariamente a quanto credono in molti, non sono tutte “rose e fiori”. Molto resta da fare per combattere il malcostume dell’abbandono, soprattutto durante i mesi estivi, e per diffondere la cultura del possesso responsabile, che tra l’altro comprende il controllo della riproduzione. Tanti episodi riferiti dalle cronache ci spingono a rafforzare il nostro storico impegno per sconfiggere una piaga che non è tollerabile in un grande paese come l’ Italia. Gli animali vaganti – ricorda l’ex ministro – vivono un’esistenza miserevole, in cui fame, stenti, pericoli sono all’ordine del giorno. Esposti ai parassiti, alle aggressioni di altri animali, agli incidenti automobilistici, alla crudeltà degli uomini, centinaia di migliaia di randagi (nessuno sa precisamente quanti) conducono una vita di strada. Non hanno casa, non hanno riparo dal freddo, dal caldo o dalle intemperie, per mangiare devono arrangiarsi come possono, magari mettendo sotto i denti una delle esche avvelenate che individui senza scrupoli seminano nei luoghi frequentati dagli animali. Il randagismo è una vergogna che genera sempre nuovi e più gravi abusi: siamo determinati a combatterlo fino in fondo. Per fare veri progressi contro quest’orribile piaga occorre sensibilizzare i proprietari, “inchiodare” alle proprie responsabilità i soggetti indicati dalla legge 281, Comuni e Aziende sanitarie, e coinvolgere, in uno spirito di leale collaborazione, le associazioni e i volontari che generosamente si spendono per tutelare gli animali. Il randagismo è un problema di tutta la società e tutti devono farsene carico. Altrimenti è difficile che le cose cambino”.

Le crocchette saranno distribuite alle seguenti strutture o associazioni:

EMILIA ROMAGNA

Rifugio di Elisabetta Scardovi
Colonia felina a Porto Fuori di Ravenna
Associazione I quattrozampe gioiosi di Sandra, Castelmaggiore (BO)
Colonia felina ex ospedale Sant’ Anna – Ferrara
Rifugio per cani Fuori le zampe – Calderara di Reno (BO)
Rifugio La cuccia dei sogni – Anita di Argenta (FE)
Isola del Vagabondo – Modena
Colonie feline – Modena
Rifugio Cuori pelosi – Modena
Centro Soccorso Animali Modena
APAC – Carpi (MO)
Ris Pet – Campogalliano (MO)
La lega protezione del gatto – Modena
Centro Soccorso Animali Arceto – Castellarano (RE)
Angeli con la coda – Reggio Emilia
Rifugio di Castelnuovo di Sotto – Reggio Emilia
Associazione Insieme – Reggio Emilia
Rifugio MY FAMILY – Mercatale Ozzano dell’Emilia
Associazione Aristogatti noprofit di Monzuno( BO)
Associazione Amici degli animali – Monghidoro (BO)

e a decine di altri volontari.