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TROPPI CIGNI SUL LAGO DI COMO? LEIDAA SONDRIO: “NO A SOLUZIONI CULINARIE, ABBATTERLI È REATO”

“Il foraggiamento di animali selvatici, come i cigni, può essere un problema se altera l’equilibrio naturale, ma la risposta non è certo quella “culinaria”, che un articolo pubblicato sul sito della “Provincia di Como” sembra incoraggiare”. Lo scrive la presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente di Sondrio, Katya Grandi, in una lettera indirizzata al direttore del quotidiano, Diego Minonzio.

 “Il cigno reale e il cigno selvatico – ricorda Grandi – sono specie protette e non cacciabili, per il cui abbattimento sono previste sanzioni penali: è a dir poco diseducativo, per non dire criminogeno, affrontare il tema della proliferazione di questi magnifici uccelli, alimentati col pane da cittadini e turisti, proponendo una ricetta per farli arrosto in salsa. Chi uccidesse un cigno per provarci veramente, commetterebbe un reato, punito dalla legge 157 del 1992. Dotti excursus storici sugli usi della corte inglese tra XVI e XVII secolo non autorizzano la violazione di leggi della Repubblica italiana. Sarebbe opportuno che i lettori della “Provincia di Como” lo sapessero. Quanto alla proliferazione degli uccelli sul lago, occorre evidentemente agire, con gradualità, sull’alimentazione dei cigni, che è la vera causa del problema”.